IL COLORE È UN’OPINIONE


Editoriale del 5 giugno 2026

Il colore non esiste. Eppure, è una delle fondamentali caratteristiche della realtà che impariamo sin da bambini.

Da giovane mi chiedevo come potevamo essere sicuri che il mio rosso, ciò che io definivo rosso, fosse lo stesso anche per il mio compagno di scuola.

Pensavo che se io vedevo una fragola “rossa” era perché mi avevano detto che ciò che vedevo si chiamava “rosso”, ma il mio compagno, che definiva anche lui la fragola rossa, poteva effettivamente vederla come io vedevo il giallo. Insomma, ero confusa.

Poi crescendo e studiando gli animali la confusione è aumentata. Il nostro modo di vedere il mondo, compresi i colori, non è condiviso dalle altre specie. Noi possediamo nella retina, tre tipi di cellule specializzate, i coni, che codificano il colore; gli animali, con apparati visivi e numero di coni completamente diversi, vedono i colori diversamente. Generalmente i Mammiferi (esclusi i Primati) ad esempio hanno solo due tipologie di coni e per questo la loro gamma-colore è più ridotta. Al contrario alcuni insetti, come le farfalle e le api, riescono a cogliere anche i raggi ultravioletti. Il record è dalla canocchia pavone: questo crostaceo, con i suoi sedici tipi diversi di coni, ha una percezione del mondo a dir poco psichedelica.

Ma le differenze non riguardano solo specie diverse. Anche all’interno della nostra specie esiste una variabilità importante. Non mi riferisco solo ai daltonici, ma soprattutto a coloro che hanno ben quattro tipi diversi di coni e perciò possiedono una visione tetracromatica, invece che tricromatica.

Normalmente siamo in grado di distinguere circa un milione di diverse sfumature di colori. Le persone affette da tetracromia, invece, riescono a distinguere fino a cento milioni di sfumature, il che permette loro di percepire i colori in modo molto più vivido e straordinario.

Per la fisica il colore è l’incontro della luce con la materia; la luce contiene tutti i colori visibili, la materia ne riflette solo alcuni e quelli vengono interpretati dal nostro sistema visivo. Ma il colore è un’esperienza fortemente personale e soggettiva. Cambia a seconda del nostro vissuto, della nostra memoria, della nostra anatomia. Non è un discorso facile da accettare perché implica che la realtà che vediamo, non è LA realtà, ma è la nostra percezione di essa. Nel mondo dei colori non esiste una sola realtà, uguale per tutti, ma ne esistono tante quante sono gli occhi che guardano. I nomi che diamo ai colori sono i ponti creati dalla nostra cultura per far incontrare questi mondi; sono costellazioni tracciate per far convivere tutte queste diverse, bellissime stelle.

Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

 “alcuni insetti, come le farfalle e le api, riescono a cogliere anche i raggi ultravioletti. Il record è dalla canocchia pavone: questo crostaceo, con i suoi sedici tipi diversi di coni, ha una percezione del mondo a dir poco psichedelica.” Da IL COLORE È UN’OPINIONE – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

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