IL COMPLESSO PARADISO DEI SEMPLICI


Editoriale del 25 agosto 2024

Mio madre fa il rosario ogni mattina alle sei e ogni sera alle 18. Va a messa ogni primo venerdì del mese, ogni domenica e per tutte le feste comandate. Non si perde le celebrazioni eucaristiche per una serie lunghissima di santi e fa le preghiere prima di andare a letto.

Quando mette la pasta del pane a lievitare segna una croce e con una croce taglia la quagliata.

Ritiene così di conquistare il Paradiso non tanto per sé, quanto per i suoi cari.

Il Paradiso dei suoi sogni è un luogo bianco e luminosissimo nel quale siamo tutti accanto al Signore recitando con lui avemarie e padrenostri.

Non ha mai letto la Bibbia, perché è scritta troppo in piccolo, ma ha visto tutti i film che la raccontano. Il Vangelo lo legge, ma salta le parti complesse che escono fuori dalla sua logica, come la parabola del fattore infedele, elogiato da Dio perché è un ladro, o quella del figliol prodigo, che sarebbe per mamma un disgraziato rovina famiglie.

Sconterebbe mille inferni per garantire il Paradiso ai figli. Ai quali dell’aldilà poco importa, avendo già problemi nel comprendere questo mondo.

Invecchia con grande dignità e contratta con Dio: tot preghiere in cambio di un pezzetto di Paradiso per i suoi.

Ignora mamma che Ulpiano si dilunga sulla causa contractus di Aristone nel Digesto  (mi pare sia la glossa 71 ma non ne sono così sicuro essendo la mia memoria ormai compromessa dal dolore), che consisterebbe nella funzione meritevole di tutela così come si rivela nel sinallagma.

Il sinallagma è il rapporto corrispettivo tra prestazione e controprestazione. Aristone di Chio, allievo di Zenone, introduce con questa causa contractus il concetto di indifferenza rispetto ai vizi e alle virtù. Cioè è indifferente che il contratto sia etico o immorale: ciò che conta è che venga rispettato una volta sottoscritto. E paragona i discorsi dialettici alle ragnatele, che, pur avendo l’apparenza di un perfetto lavoro dal punto di vista tecnico, sono però del tutto inutili.

Il problema che Ulpiano si pone rispetto all’indifferenza contrattuale è preminentemente di tipo processuale: si tratta, infatti, di stabilire se sono tutelabili o meno le conventiones che non passano in un nomen specifico; la soluzione, tuttavia, necessariamente presuppone uno sviluppo sul piano sostanziale che a sua volta prevede ed elabora un’idea generale di contratto.

Mamma ha siglato il suo contratto senza interpellare la controparte, la quale non ha quindi né firmato né sottoscritto, limitandosi a una indifferenza quasi calvinista.

Non sa pertanto cosa accadrà nell’altro mondo, ammesso che un altro mondo esista.

E ignora soprattutto il pensiero della controparte.

Chi tutelerà mamma da questo contratto unilaterale da lei sola pensato tenendo conto che Ulpiano venne trucidato dai pretoriani per un contratto che lui stesso aveva imposto ma che quelli non avevano mai approvato?

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

Il Paradiso dei suoi sogni è un luogo bianco e luminosissimo” Da IL COMPLESSO PARADISO DEI SEMPLICI – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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