IL DECIMO ARCANO SONO IO, SARDEGNA – Di Antonangelo Liori

Sono io, Sardegna, il decimo arcano, bandito dal mondo, ruota di una fortuna al contrario. In alto c’è la sfinge con una spada, che simboleggia la giustizia a me negata, sulla destra, mentre sale, un cane con collare, simbolo della mia imposta sottomissione, mentre sulla sinistra, in fase discendente, una scimmia emblema della mia decadenza.

Ero un eroe e un guerriero e sono diventato un cane, tenuto al collare.

E una scimmia dal circo, animale da baraccone.

C’è nel mio cuore un male oscuro.

Che nasconde il mio sentire.

Ho la spada arrugginita.

E la fionda di Davide.

E la pietra del mio cuore.

Ho sul mio polso un apple watch.

Che misura quanti passi faccio.

E quante sono le mie pulsazioni.

E cosa c’è nella mia anima.

Bandito io sono.

Sollevo vinte le mani al cielo.

Vivo dentro il mio tecnicismo: faccio parte dell’algoritmo degli sconfitti.

Un tempo sfidavo i faraoni e ora il reddito di cittadinanza,

Ero un pirata e ora un mendicante.

Dimmi, Signore degli eserciti, cosa mi riserva il fato.

Un tempo abitavo i luoghi della contemporaneità anticipando il futuro.

Ora vengo abitato dall’indegna visione del disvalore del subire.

Dimmi, Dio dei Pirati, dove si è arenata la mia nave?

Dove si è perso il mio naviglio?

Ho tenuto intatta la mia genetica ma a cosa può servirmi nella prigione delle idee nelle quale sono recluso?

Ero un eroe.

E ora non sono nulla.

Ma nel mio cuore c’è ancora un briciolo di quell’orgoglio guerriero.

Sto ritto sulla prua di questa roccia immobile e senza lacrime piango.

Attendo che la ruota si muova.

E segno i passi del mio destino in questo occluso luogo che è la mia inutile devozione.

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