IL FANTASMA DELLA MATURITÀ


Editoriale del 21 luglio 2025

A proposito dello sciopero agli orali di maturità, di cui scrivevamo la settimana scorsa, è uscito sul Corriere della Sera un bell’editoriale di Antonio Polito, che sembra fatto apposta per completare il discorso. Polito si chiede come i giovani siano passati da ‘siamo realisti: chiediamo l’impossibile’ del Sessantotto all’odierno ‘siamo utopisti: lasciateci in pace’. Nell’aria, scrive il giornalista, c’è da tempo “un clima di paura del futuro, di ansia costante e permanente” che annuncia imminente “la fine del cibo, la fine del petrolio, la fine delle pensioni, la fine dei ghiacciai, la fine della Terra”: non è così strano che molti giovani “inclinino a un nichilismo esistenziale che li spinge ad astenersi, a non fare piuttosto che a fare”. Oltretutto, aggiunge Polito, viviamo nella “società dei diritti”, una “macchina inesauribile che ne produce sempre di nuovi, insieme al risentimento per l’ingiustizia del loro mancato riconoscimento”. Ecco, il risentimento e la scontentezza sono i frutti marci di questa atmosfera. Al diritto al lavoro, allo studio e alla salute, conclude Polito, abbiamo ora aggiunto “il diritto a morire, il diritto alla genitorialità, il diritto a scegliersi il sesso o il genere”, mentre “la Costituzione è interpretata come una ‘Carta dei diritti’ e non dei ‘valori’, che comprendono anche i relativi doveri”. Compito dello Stato sarebbe quello di non porre alcun limite, di eliminare qualsiasi paletto in modo che sia possibile dichiararsi maschi o femmine come ci salta il ticchio, fare figli a cinquant’anni e finire la vita quando decidiamo noi. Figuriamoci com’è insopportabile una scuola che giudica, valuta e assegna voti. La scuola deve cambiare per adeguarsi al mondo e sciogliersi nel liquido dei nostri tempi oppure deve essere in controtendenza e credere più nella tradizione del suo patrimonio di conoscenze che nella pappa fluida di una società che sembra avere come solo valore quello di non disturbare nessuno e come unico punto di riferimento gli strumenti tecnologici?

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“Polito si chiede come i giovani siano passati da ‘siamo realisti: chiediamo l’impossibile’ del Sessantotto all’odierno ‘siamo utopisti: lasciateci in pace’. Nell’aria, scrive il giornalista, c’è da tempo “un clima di paura del futuro, di ansia costante e permanente” Da IL FANTASMA DELLA MATURITÀ – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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