Di questi tempi ci svegliamo la mattina e ci troviamo assediati sempre più da spettri, fantasmi, ombre, maschere, giochi illusionistici che sostituiscono la carne viva della realtà, la sua sostanza corporea, che viene ormai emarginata e occultata. Ci chiediamo, angosciati, come sia potuto accadere tutto questo e perché, dove e quando è cominciato questo processo, che sembra inarrestabile, di perdita di senso di ciò che ci circonda. Una risposta, che mi sembra convincente, la trovo in uno dei miei autori preferiti, Pavel Florenskij, il quale in una delle lezioni che tenne nell’anno accademico 1923-1924 agli Atelier superiori tecnico-artistici di Mosca disse che gli uomini quando vogliamo affermare la propria influenza (e prepotenza) sul mondo sono relativamente poco interessati alle sue proprietà particolari o, più esattamente, le tengono in conto soltanto nella misura in cui possono mettersi sulla loro strada per ostacolarli o limitarli nell’azione. Soltanto quando si vogliono prendere cura del mondo si avvicinano a esso con il massimo di attenzione, allo scopo di raggiungere i suoi confini, senza però scavalcarli inavvertitamente. Fanno così subentrare alla precedente volontà di affermare la loro influenza libera e incondizionata sulla realtà esterna uno stato di attività discreta, ridotta al minimo possibile, che si manifesta attraverso qualcosa di assimilabile al tatto, con dei tocchi, degli sfioramenti delicati che consentano di recepire il suo volto autentico, senza stravolgerla. Quando siamo interessati a comprendere il mondo lo tocchiamo con questi piccoli sfioramenti, che sono l’impronta della nostra ‘passività attiva’. Proprio da questo atteggiamento partono la poesia e le arti, soprattutto quella che Florenskij considera la più pura fra di esse, la poesia. Ce ne occupiamo sempre meno, abbagliati dal rumore e dal clamore del sensazionale: per questo stiamo perdendo il tocco magico che la poesia e la pittura hanno, da sempre, donato all’umanità e, con esso, il nostro rispetto per la realtà.
Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)
“Di questi tempi ci svegliamo la mattina e ci troviamo assediati sempre più da spettri, fantasmi, ombre, maschere, giochi illusionistici che sostituiscono la carne viva della realtà, la sua sostanza corporea, che viene ormai emarginata e occultata.” Da IL TOCCO MAGICO (E IN VIA DI ESTINZIONE) DELLA POESIA E DELLA PITTURA – Editoriale di Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)



