LA MUSICA DEL MARE


Editoriale del 9 maggio 2025

“La musica è la voce di tutta l’umanità, di qualsiasi tempo e luogo” sostiene la scrittrice Charlotte Gray “e alla sua presenza noi siamo uno”. Esiste effettivamente una sorta di universalità della musica, intesa come mezzo di espressione e di comunicazione, ma questa universalità travalica i confini umani, per entrare nei territori occupati da altri animali. Moltissime specie, usignoli, elefanti, aragoste, cicale, cacatua e molti altri, sono in grado di produrre quella che senza dubbio può essere definita “musica”; suoni capaci di emozionarci e di influenzare anche il nostro gusto estetico. Non è un caso il grande Amadeus Mozart scrisse un passo del suo Concerto in G maggiore ispirandosi al canto di uno storno. Ma se gli uccelli possiedono sicuramente un canto melodioso e facilmente godibile anche per le nostre orecchie, quello che a me ha sempre colpito di più è il canto delle megattere, canto talmente affascinante e misterioso, da far nascere il mito delle sirene. Confesso che da ragazza possedevo una musicassetta con questi canti. Mentre guidavo, li ascoltavo rapita ad un volume degno di una rock band, cercando di non incontrare ai semafori gli sguardi perplessi che venivano dalle altre macchine.

Il canto di questi giganti è caratterizzato da un linguaggio musicale simile al nostro. C’è la creazione di un tema, una sezione in cui esso è elaborato e poi un ritorno ad una versione, leggermente modificata, del tema originale. Il tempo è maestoso e molto ampio, a ricordare il passo delle onde dell’oceano. Seguono i nostri ritmi, usano intervalli tra le note simili a quelli che impieghiamo nelle nostre scale, infine incredibilmente, le megattere, forse per cercare di ricordare meglio i propri canti, usano delle rime. Se ciò non bastasse per spingervi a inserire il canto di questi splendidi animali tra le vostre prossime hit estive, c’è un ultimo particolare curioso, le canzoni variano continuamente e sembrano sottostare alle stesse leggi che regolano il successo del nostro mercato discografico. Se le modifiche delle canzoni non appaiono nelle versioni di tutte le balene di una particolare zona, potremmo dire se non incontrano i favori del pubblico, lentamente si perdono e finiscono nel dimenticatoio musicale di questi maestosi cantanti.

Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

“Quello che a me ha sempre colpito di più è il canto delle megattere, canto talmente affascinante e misterioso, da far nascere il mito delle sirene. Confesso che da ragazza possedevo una musicassetta con questi canti. Mentre guidavo, li ascoltavo rapita ad un volume degno di una rock band, cercando di non incontrare ai semafori gli sguardi perplessi che venivano dalle altre macchine.” Da LA MUSICA DEL MARE – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

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