LE MIE PEGGIORI CONFERENZE


Editoriale del 20 marzo 2026

Avevo 24 anni, laureato in medicina, quando ho tenuto una lezione all’Università della Terza Età. Il titolo era “Elogio della Vecchiaia”, un tema ispirato a Lucio Anneo Seneca e a Paolo Mantegazza, condito di nozioni edificanti di neuroscienze, sana alimentazione e igiene del corpo.

Ricordo quella lezione come la più noiosa che io abbia mai ascoltato. Un giudizio condiviso da quegli anziani signori e signore che mi ascoltavano pazientemente. Notai che qualcuno aveva chiuso gli occhi, altri sbadigliavano coprendo educatamente con la mano la bocca spalancata. Qualche signora sbirciava l’orologio. Un vecchio signore, maleducato, scuoteva il polso pensando che l’orologio si fosse fermato. Mi parve un segno negativo l’applauso, quando citai l’aforisma di Seneca: “c’è qualcosa da imparare da un uomo grande anche quando tace”. Ero avvilito e incattivito tanto che un pensiero blasfemo mi assalì: “i testimoni del mio insuccesso non dureranno a lungo!”.

Dopo molti anni una conferenza sugli “Afrodisiaci” mi risarcì di quella infelice esperienza. Il tema di quella lezione era più seducente per quella audience. Raccontai della mia scoperta di una molecola, la paraclorofenilalanina (PCPA) che scatena una incontenibile attività copulatoria nei ratti, conigli, gatti e scimmie. Qualche signore della terza età mi chiese con impudico interesse se quella molecola era già in commercio. Uno di loro mi chiese con aria di mistero qualcosa di personale, a voce bassa per non farsi sentire dagli altri. Ci rimase molto male quando gli confessai che ero sordo e lo pregai di parlare a voce alta, sotto gli sguardi indiscreti e sorridenti dei suoi coetanei.

In un convegno scientifico ho sperimentato l’imbarazzo di parlare a un solo ascoltatore; gli chiesi perché fosse interessato alla mia relazione, “Non lo sono affatto” mi rispose “sono il prossimo oratore, la prego di rimanere durante il mio intervento”.

Durante un convegno scientifico a Napoli, il mio intervento era accompagnato dal russare di un collega seduto in prima fila. Fui vendicato dal presidente del convegno, un inglese molto corretto che, ponendogli delicatamente una mano sulla spalla, gli sussurrò : “Sir, with your snoring you are disturbing other people’s sleep” (col suo russare impedisce agli altri di dormire).

Infine il migliore commento a una mia conferenza fu quello di un anziano pastore di Perdas de Fogu. Il giornalista Giacomo Mameli mi aveva invitato a parlare degli effetti dell’uranio impoverito in un’assemblea di abitanti di quel paese: contadini, pastori e gente comune. Quel pastore chiese a Giacomo “ma custu professori esti?! Appu cumprendiu tottu!” (ma questo è un vero professore?! Ho capito tutto!).

Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

“Ricordo quella lezione come la più noiosa che io abbia mai ascoltato. Un giudizio condiviso da quegli anziani signori e signore che mi ascoltavano pazientemente.” Da LE MIE PEGGIORI CONFERENZE – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

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