Era l’estate del 43, avevo 11 anni, Luciana 14. Sedeva sul divano, alla mia destra, leggevamo “L’amante di Lady Chatterley”, un libro scovato sul ripiano alto della nostra libreria”, lontano dalla portata dei bambini.
Più che con le parole del racconto, Luciana mi turbò per la sua voglia di “toccare con mano” gli effetti della lettura, ma soprattutto mi eccitò lo scoprire che non indossava le mutande! Portai la mia mano destra all’interno delle sue cosce che allargò, pose la sua mano sulla mia, la spinse su, premendola sulla parte esterna della vagina. Sentii che era bagnata. Per alcuni minuti lasciò che la mia mano accarezzasse ed esplorasse quella zona del corpo a me ignota, poi si levò dal divano e mi trascinò quasi di corsa nella stanza dei suoi genitori. Saltammo sul letto a piedi scalzi, lei si distese e mi attirò con forza sul suo corpo. Mi sentii smarrito: sapevo toccare, baciare ma non avevo ancora imparato ciò che lei desiderava.
Sentimmo sbattere il portone d’ingresso. “Babbo! Scappa via!”
Saltai attraverso la finestra sul giardino sottostante. Provai diverse emozioni: sollievo per lo scampato pericolo e per avere evitato di svelare la mia inesperienza, ma anche il rimpianto per quello che poteva essere e fu interrotto cosi bruscamente.
Dopo sei anni ho rivisto Luciana a Cagliari affacciata alla finestra della sua casa. Il viso era ancora bello, gli occhi neri, vivaci, i capelli neri, ma le sopracciglia non erano più quelle folte e unite tra loro come quelle di un autoritratto di Frida Kalo, ma disegnate, sottili e divise. Più avanti scoprii che anche i peli delle ascelle erano scomparsi e si erano ridotti quelli del pube. I denti erano ancora bianchissimi, ma la bocca di Luciana aveva il sapore delle sigarette americane. Il corpo era quello di un’indossatrice, non più quello magro, androgino dei 14 anni! Mi chiamò per nome. “Entra! Mio padre non c’è più! l’hai imparato? Io l’ho dimenticato, quello vero. Voglio sentire come allora! Accompagnami fino alla fine, sussurrò”.
La delusi.
Con durezza, mi rimproverò: tu avrai altre donne, altri amori, Lucy solo altri clienti!
Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)
“Era l’estate del 43, avevo 11 anni, Luciana 14. Sedeva sul divano, alla mia destra, leggevamo un racconto erotico da “Le mille e una notte”, un libro scovato sul ripiano alto della nostra libreria”, lontano dalla portata dei bambini.” Da LUCY-LUCIANA-INIZIAZIONE – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)



