Chi invoca la pace vorrebbe che l’odiato nemico, quel mostro assassino, si convertisse improvvisamente come il lupo di Gubbio o, meglio ancora, venisse eliminato dalla faccia della Terra. L’unica pace possibile però è provare a guardare la realtà dal punto di vista di chi la pensa al contrario di noi e riconoscere lo status di essere umano all’avversario. Invece lo sciagurato che augura la morte della figlia di Giorgia Meloni fa piacere soprattutto alla destra, perché ribadisce quanto sia cattiva la sinistra, i crimini di Hamas rafforzano le convinzioni filoisraeliane come le bombe di Netanyhau quelle filopalestinesi. Ognuno si nutre delle colpe degli altri, che confermano le ragioni nostre e i torti dei prepotenti. Così non si va da nessuna parte. La vera pace può iniziarla solo chi, smettendo di dividere il mondo tra noi e loro, ricuce i rapporti con un vicino di casa, si riconcilia con chi l’ha offeso, riconosce che qualche merito ce l’ha anche il governo e l’opposizione. Se ogni reato di un immigrato ingrassa il leghista e ogni atto ministeriale fa gridare al ritorno del fascismo, dopo aver perso la guerra, diceva Totò, perderemo anche la pace.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)
“Se ogni reato di un immigrato ingrassa il leghista e ogni atto ministeriale fa gridare al ritorno del fascismo, dopo aver perso la guerra, diceva Totò, perderemo anche la pace” Da LUI È PEGGIO DI ME – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan).



