«… a un tratto, col fragor d’arduo dirupo / che frana, il tuono rimbombò di schianto:/ rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, / e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, /e poi vanì…». Chi non ha imparato questi versi, quando a scuola ancora si “imparava a memoria”? Magari fermandosi alla superficie dei suoni onomatopeici, senza capire il senso inteso dal poeta, che terminava: «Soave allora un canto / s’udì di madre, e il moto di una culla», mentre tutto era iniziato con quella inaspettata “E” iniziale («E nella notte nera come il nulla») che estendeva alla storia trascorsa di ogni lettore il desiderio di una rivelazione improvvisa sul senso della vita umana.
Con strumenti diversi, anche il Salmo biblico 28 imita il “rimareggiare” evocato dal Pascoli, riprendendo e allungando i singoli versi:
«Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome…
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza,
la voce del Signore schianta i cedri,
schianta il Signore i cedri del Libano».
Come in genere nei testi antichi di altre civiltà, non c’è posto nel salmo biblico per le risonanze psicologiche o le interpretazioni psicanalitiche delle fobie infantili (è “su carru de nannai”, spiegavano le mamme al bambino spaurito) delle letterature posteriori, ma prevale la rappresentazione sacrale della manifestazione di una potenza “divina”. In modo significativo, però, il salmo biblico non si ferma agli effetti negativi e misteriosi dei fulmini e dei tuoni, ma termina, in un movimento forse conosciuto dal Pascoli, con l’immagine positiva di una bendizione:
«Il Signore darà potenza al suo popolo,
il Signore benedirà il suo popolo con la pace». (Salmo 28,11)
E tuttavia, per noi, Signore,
per noi, oggi, è difficile immaginare
una “quiete dopo la tempesta”.
Se non ci mancano i poeti, forse ci mancano i profeti?
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“E tuttavia, per noi, Signore,
per noi, oggi, è difficile immaginare
una “quiete dopo la tempesta”.
Da Salmo 466 TUONI E FULMINI – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



