SALMO N.39 GRADUATORIE


Editoriale del 25 giugno 2016

SALMO-39

«Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è ‘maschio e femmina’, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3,28).

Questa frase, ascoltata domenica scorsa nella seconda lettura della messa, non la sento citata e tanto meno commentata da predicatori abituati a far dire a Paolo quello che vogliono loro.
Citano invece a proposito e a sproposito proprio quella frase della Genesi che Paolo ha qui sicuramente in mente, ma per superarla.
Si noterà, infatti, che Paolo passa dalle precedenti espressioni negative (né Giudeo né Greco, né schiavo né libero), all’espressione positiva (‘maschio e femmina’) come esattamente al positivo la sta citando dalla Genesi (‘maschio e femmina’ li creò). Ma, appunto, per superarla come causa di discriminazioni fra i cristiani, che devono ora imparare a essere “uno in Cristo” (molto più che essere “uguali”!), superando ogni discriminazione di etnia, di classe e, infine, guarda un po’, di genere.

Che tristezza, caro Paolo!
Un fallimento, il nostro, su tutti e tre i fronti.
E la chiesa, invece di togliere discriminazioni,
ne ha sovente aggiunte,
e molte di ridicole, fra titoli e colori,
se paragonate alle drammatiche che tu escludevi.

Aiutaci, Signore, a non sostituire graduatorie a persone.

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)


(da salmo N.39 GRADUATORIE editoriale di Antonio Pinna)
da Roma (1972) diretto da Federico Fellini

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