SCALA PARADISO


Editoriale del 18 sttembre 2026

Per accedere all Istituto di Farmacologia, situato al piano più alto del palazzo degli Istituti Biologici dovevo superare 92 gradini di uno scalone al centro del palazzo. I primi 50 arrivavano all’Istituto di Igiene situato sotto il nostro. Quegli scalini allora non mi pesavano nemmeno quando portavo sulle spalle Gianfranco Ferretti, il parassitologo paralizzato alle gambe dalla poliomielite. Come ho scritto in passato, avevo ospitato quel “rinnegato, comunista”, nel secondo piano del mio Istituto! Saliva faticosamente quelle scale il “signor Manca”, carico sulle spalle di un grosso sacco di pane duro, il cibo dei nostri ratti e topi, il pane, specie il vino di quel poveruomo. In quelle scale incontravo gli inquilini del Palazzo. Bernardo Loddo superava i gradini, due per volta fischiettando, divorato dalla curiosità di conoscere i risultati dell’ultimo esperimento.

Giuseppe Brotzu scalava lentamete gli scalini, uno per volta in solenne silenzio.

Alcuni giovani dell’istituto di fisiologia erano saliti al nostro piano e divennero farmacologi.

Ai due lati del corpo centrale dell’Istituto di Farmacologia si estendevano due terrazze: una era riservata agli animali da esperimento, l’altra era un giardino pensile dove negli anni 30 il direttore Giovanni Battista Zanda coltivava il Papaver Somniferum, da cui estraeva la morfina e gli altri alcaloidi. Nel suo lavoro “Oppio di Sardegna” Zanda scrive: “il contenuto di morfina dell’oppio ottenuto dai papaveri coltivati nelle terrazze del mio istituto è superiore a quello dell’oppio coltivato nelle Colonie della perfida Albione”. Coltivare il papavero da oppio era un comportamento patriottico. Zanda nel 1937 fu nominato preside della Facoltà di Medicina.

Dopo la guerra il direttore, William Ferrari, coltivava piante da frutta che maturava quando lui era in sede.

Quel terrazzo era lo scenario ideale per le foto commemorative, poiché da lì si godeva una vista mozzafiato della “Città del Sole” (Francesco Alziator) e del Golfo degli Angeli. Quello scenario mi ricordava una lapide vista nel porto di Amalfi. “Se un abitante di Amalfi, dopo morto, si risvegliasse in paradiso, per lui sarebbe un giorno come un altro”! Per me, miscredente, quell’Istituto era il mio paradiso!

Nel gennaio del 1983, una pioggia torrenziale sommerse il giardino pensile, l’ufficio tecnico dell’università dichiarò l’istituto e le terrazze inagibili. L’Unione Sarda titolò: farmacologi disperati in cerca di un nuovo alloggio. Durante una concitata riunione, Sandro Tagliamonte, il più “coraggioso” dei miei allievi suggerì di occupare un convento di monache che, a suo dire, era disabitato. Il fuoco di “Occupy Monastery” venne spento, prima che dai pompieri, da una timida riflessione di Giambi Corsini: “e se il cancello del convento fosse chiuso?”. L’Ufficio Tecnico dell’Università coprì una delle terrazze con uno stabulario, l’altra con un laboratorio di ricerca. Il rettore Duilio Casula autorizzò l’installazione di un ascensore che affiancava i 92 gradini del palazzo. Quell’ascensore fu per me un motivo di orgoglio: non vi era riuscito neppure Rodolfo Paoletti, che mi aveva preceduto nella direzione dell Istituto ed era ritenuto il farmacologo più abile nell’ottenere soldi dall’industria. Ma quel successo fu possibile grazie a Bachisio Scarpa, che concedette due metri quadri del suo istituto, uno per piano, per il passaggio dell’ascensore! In ricordo di quell’atto generoso proposi di collocare una targa a fianco dell’ascensore: “hoc opus per liberalitatem Isii Calceus Bach creatum fuit” (Quest’opera fu creata grazie alla generosità di Isio Bach Scarpa). La metatesi e il latino dovevano storicizzare quell’evento.

Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

“Per accedere all Istituto di Farmacologia, situato al piano più alto del palazzo degli Istituti Biologici dovevo superare 92 gradini di uno scalone al centro del palazzo.” Da SCALA PARADISO – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA