SUL DOVERE DI ESSERE FELICI


Editoriale del 4 ottobre 2026

Sono un inguaribile ottimista.

Il sole mi scalda e la pioggia mi bagna senza che sul mio volto manchi il sorriso.

Non è solo per ragioni di carattere.

Ma soprattutto perché credo che la felicità sia un debito che abbiamo nei confronti dei nostri padri e un obbligo nei confronti dei nostri figli.

Qualunque danno mi sia capitato, ho cercato di liberarmi subito del dolore che mi provocava applicando la mia personale filosofia della bisaccia.

Che ha due sacchi.

Messa sulla spalla, vedi solo quello davanti nei quali riponi le opportunità.

Dietro vanno a finire i problemi.

Le prime ti spingono a camminare in allegria, i secondi spariscono da soli.

Ho sofferto pene fisiche e spirituali ciascuna delle quali mi avrebbe dovuto condurre alla morte.

Che ho combattuto come un leone perché arrendermi sarebbe stato vile.

Infatti la morte, come diceva Epicuro del quale in gioventù tradussi l’opera omnia per un importante editore, “non è nulla per noi, perché quando lei c’è noi non ci siamo e quando noi ci siamo lei non c’è”.

Quando i miei nipotini vogliono salire sulle mie braccia deboli e malate il loro peso mi provoca dolori, ma il piacere di stringerli a me supera ogni male.

Questo intendo: guardare solo al bene per scordare ogni male.

E poi se fossi triste che messaggio darei alla mia progenie?

Se perdo la metà del carico non piango per ciò che non c’è più ma sono felice per quanto è rimasto.

L’unica vera prigione è quella del nostro cuore.

Quando vediamo tutto buio e ci pare non esistere una via d’uscita.

Ma la via d’uscita siamo noi.

È vincente chiunque non si dia per sconfitto.

E vincere è sempre meglio che perdere.

Vinco sempre perché non mi do mai per vinto.

Trasmetto così fiducia a figli e nipoti e non ci sono mai litigi alla mia tavola: ogni discussione si deve appianare col ragionamento pacifico e disteso.

Ho due nipoti da coccolare.

Un’altra vita da vivere.

Infinite sfide da affrontare.

Non ho paura.

Non ho mai avuto paura,

E mai ne avrò.

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

“Un’altra vita da vivere. Infinite sfide da affrontare. Non ho paura. Non ho mai avuto paura. E mai ne avrò.” Da SUL DOVERE DI ESSERE FELICI – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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