La storia di Malena e Klepetan, è una di quelle storie che riempiono i cuori e i giornali. Lei Malena, cicogna ferita da un colpo di fucile ad un’ala, perde la possibilità di volare. Non potendo volare, non riesce a migrare dalla Croazia, dove nidifica in estate, verso i quartieri invernali subsahariani. Lui Klepetan, giovane cicogna, una primavera arriva dopo la lunga migrazione e, sopra un tetto, la vede e la trova irresistibile. Si unisce a lei per la costruzione del nido e per ben 19 primavere di fila, Klepetan vola per 13.000 chilometri per ritrovare la sua Malena. Ben più fedele di tanti uomini.
Lei ogni autunno lo vedeva partire e, non potendolo seguire, rimane in attesa per un anno intero, fiduciosa che tornerà.
Ben più paziente di tante donne.
Nei loro 19 anni di fedeltà hanno cresciuto 66 pulcini.
Ma la storia che a me ha colpito di più non è la loro. Da etologa, non mi sorprende il loro attaccamento. Le cicogne sono monogame e restano assieme per la vita. Si incontrano solo per la stagione riproduttiva e poi ognuno per la sua strada. Conoscere la base etologica di un comportamento, a volte toglie poesia al racconto.
Ma, parallela alla loro storia, c’è anche quella di Stjepan Vokic.
Stjepan è un signore di mezza età, bidello in pensione, che ha raccolto Malena ferita. L’ha curata, guarita e ne è diventato il custode. Vedendo che non poteva volare l’ha tenuta con sé per l’inverno e ha riscaldato la sua casa ancora di più perché sapeva che le cicogne non amano il freddo. Ha costruito una passatoia in modo da consentirle di salire sul tetto e con le sue mani robuste, rovinate da una vita dura, l’ha nutrita con i pesci che ogni giorno andava a pescare lungo il fiume. Stjepan ha avuto cura di Malena per 29 anni. Negli ultimi 19 anni della vita di Malena, è arrivato anche Klepetan e lui l’ha accolto con la stessa cura. Ha nutrito i loro piccoli, visto che Malena non riusciva a lasciare il nido e ha costruito una tettoia per riparare i piccoli dalla pioggia, non potendo Malena spiegare le sue ali e coprirli. Ogni primavera assieme a Malena ha atteso l’arrivo di Klepetan e ogni autunno l’ha salutato.
Quando, dopo quasi trent’anni in cui si è preso cura di lei, Malena è morta, l’ha seppellita sotto un albero di mele del suo giardino.
Credo che, come esiste la banalità del male, esista anche la normalità del bene e Stjepan la rappresenta. A chi gli chiedeva perché si fosse preso cura di lei, con tutta la semplicità del mondo rispondeva: “Visto che non poteva volare, io sono stato le sue ali”.
Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)
“Lui Klepetan, giovane cicogna, una primavera arriva dopo la lunga migrazione e, sopra un tetto, la vede e la trova irresistibile. Si unisce a lei per la costruzione del nido e per ben 19 primavere di fila, Klepetan vola per 13.000 chilometri per ritrovare la sua Malena. Ben più fedele di tanti uomini.
Lei ogni autunno lo vedeva partire e, non potendolo seguire, rimane in attesa per un anno intero, fiduciosa che tornerà.” Da UN AMORE CROATO – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)



