Ho sempre invidiato chi da solo attraversa oceani o deserti, io non ci riuscirò. Non ce la faccio a staccarmi di dosso mio cognato Pino, me lo trovo sempre tra i piedi. Tra poco ci sarà la catastrofe planetaria e comincio a chiedermi se morirò vaporizzato assieme a tutti voi o se avrò la fortuna di vivere qualche secondo in più, quanto basta per assistere alla sua scomparsa. Sono piuttosto basso, seduto in macchina vedo più cielo che strada e la cintura di sicurezza mi taglia il volto. Nonostante ciò, qualche giorno fa sono riuscito a raggiungere la vetta del monte Titano, il solo nome basti a spiegarvi la difficoltà dell’impresa. Avevo il viso sanguinante, ma ero solo e in santa pace. E soprattutto fiero di me stesso. Quand’ecco che lo vedo comparire, mio cognato intendo dire.
“Tony, io ti non capisco, bastava prendere il bus. Sarai affamato, ho trovato un ristorante che accetta i buoni pasto”, mi ha detto.
Al ritorno ha guidato lui. Moriremo abbracciati.
Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)
“Sono piuttosto basso, seduto in macchina vedo più cielo che strada e la cintura di sicurezza mi taglia il volto. Nonostante ciò, qualche giorno fa sono riuscito a salire sul monte Titano, il solo nome basti a spiegarvi la difficoltà dell’impresa.” Da UN COGNATO È PER SEMPRE – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)



