UNA CASA NEL BOSCO


Editoriale del 25 novembre 2025

È uno di quei giorni che ti prende la malinconia, come cantava Ornella Vanoni, e non solo perché ci ha lasciato questa straordinaria artista. La guerra dello Stato contro la famiglia che ha scelto di vivere in campagna rattrista e indigna. Non si tratta di decidere se i bambini crescano meglio allevati nei boschi o educati in città, se frequentando le scuole o vivendo all’aria aperta, se sia più sana un’adolescenza selvaggia ma pulita oppure la civiltà scolastica e tecnologica con tutti i suoi difetti e i suoi vantaggi. Si tratta invece di decidere quale sia la soglia oltre la quale lo Stato può permettersi di togliere i figli ai genitori. Che la famiglia di Chieti abbia fatto una scelta anomala, anticonformista e discutibile non c’è dubbio. Ma che, per questo motivo, l’ingerenza dello Stato arrivi a separare una delle rare famiglie unite e felici rimaste al mondo è un paradosso tragicomico. Soprattutto per una società di genitori separati, di accuse di abusi e violenze, di prediche su quanto sia triste vedere i bambini ipnotizzati dal cellulare, di nevrosi infantili, di visite da psicologi e psichiatri, di sostegni scolastici di ogni genere, di minori a giro per le vie a elemosinare o rubare. La nostra società lamentosa e vittimista si crogiola nella retorica contro il nostro modo di vivere intossicato dalla solitudine digitale, mentre predica invece il valore della natura, della campagna e dei cibi biologici, rimpiangendo il buon selvaggio di Rousseau e la via Gluck di Celentano. Se poi qualcuno mette in pratica la predica e decide di vivere davvero nel bosco, gli toglie i figli e li riporta “nelle città rumorose, dove l’azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase”, come scriveva Montale, dove “la luce si fa avara, amara l’anima”. È uno di quei giorni che ti prende la malinconia.   

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“È uno di quei giorni che ti prende la malinconia, come cantava Ornella Vanoni, e non solo perché ci ha lasciato questa straordinaria artista.” Da UNA CASA NEL BOSCO – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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