IO, GUILLAUME E ISAAC


Editoriale del 5 aprile 2021

È la notte tra domenica 4 e lunedì 5 aprile 2021, passeggio per Praga con Guillaume Apollinaire e Isaac Laquedem, l’Ebreo Errante. Siamo dentro il bellissimo racconto di Guillaume intitolato “Il passante di Praga”. Io, da lettore, mi limito ad ascoltare la loro conversazione. Quando giungiamo di fronte alla collina del Hradschin, Isaac ci dice che avrebbe continuato a camminare sino al Giudizio Universale.
Il nome completo di Guillaume è Wilhelm Albert Wlodzimierz Apollinaris de Waż-Kostrowicki; Isaac è stato chiamato con molti nomi: Ahasver, Buttadeus, Boudedeo, Karthaphilos, Juan Espéra-en-Dios… Io ho solo tre nomi: Filippo, Antonio e Vincenzo, ma ciò non mi crea alcun complesso di inferiorità.
Guillaume è morto a Parigi il 9 novembre 1918, a 38 anni, di influenza Spagnola, il Covid-19 dell’epoca; Isaac è contemporaneo di Gesù ed è relativamente immortale; io ho annunciato la mia morte indidascalica il 20 luglio del 2001 e da allora sono postumo, dunque anch’io relativamente immortale. E comunque, a pensarci bene, non posso credere nemmeno alla morte di Guillaume dal momento che adesso è qui con noi.
Resta il problema del luogo: siamo a Praga o, come dice il mio smartphone, a Oristano? Oppure siamo dove voi adesso state leggendo queste parole?
Un bel casino.

Filippo Martinez (Postumo)

“Isaac è stato chiamato con molti nomi: Ahasver, Buttadeus, Boudedeo, Karthaphilos, Juan Espéra-en-Dios…”
Da IO, GUILLAUME E ISAAC – Editoriale di Filippo Martinez (Postumo)

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