SULLA RICHIESTA DEGLI STUDENTI DI ABOLIRE LO SCRITTO DI MATURITÀ


Editoriale del 30 novembre 2021

“Noi studendi maturandi chiediamo l’eliminazione delle prove scritte agli esami di maturità 2022, poiché troviamo ingiusto e infruttuoso andare a sostenere degli esami scritti in quanto pleonastici, i professori curricolari nei cinque anni trascorsi, hanno avuto modo di toccare con mano e saggiare le nostre capacità. Inoltre abbiamo passato terzo e quarto anno in DAD, penalizzandoci, distruggendo parte delle nostre basi che ci sarebbero dovute servire per gli esami. L’ulteriore stress di esami scritti remerebbe contro un fruttuoso orale indispensabile come primo passo verso l’età adulta. Sicuri di un suo positivo riscontro le porgiamo i più cordiali saluti.”
Questa è la tragicomica petizione degli studenti che chiedono al Ministro della Pubblica Istruzione di abolire gli scritti agli esami di maturità: la potete trovare sul sito Change.org. Già comincia male con il refuso “studendi” (forse per attrazione con “maturandi”), ma continua molto peggio. Gli aggettivi “ingiusto e infruttuoso”, “pleonastici” e “curricolari” sono segnali di una lingua di legno. Meno gravi comunque questi impacci lessicali delle trascuratezze della punteggiatura: dopo “pleonastici” ci vorrebbe il punto e non una virgola, virgola che invece subito dopo troviamo sciaguratamente collocata tra il soggetto e il verbo (“i professori, hanno avuto modo”). La viscida endiadi “toccare con mano e saggiare” conferma lo scempio lessicale. Con i gerundi in caduta libera “penalizzandoci” e “distruggendo” arriva anche lo scempio sintattico. Non facciamo in tempo a dribblare l’avvilente “parte delle nostre basi che ci sarebbero dovute servire” che sbattiamo addosso all’indigesta poltiglia della frase di congedo che suggella da par suo questo orrorino di lettera: “l’ulteriore stress” degli scritti “remerebbe contro un fruttuoso orale”. Uno stress che rema contro? L’ulteriore remerebbe contro il fruttuoso. Viva il “fruttuoso orale”, abbasso “l’infruttuoso andare a sostenere degli esami scritti in quanto pleonastici”. Nessuna spiegazione del perché gli scritti sono “pleonastici” mentre l’orale sarebbe “fruttuoso” nonché “indispensabile come primo passo verso l’età adulta” (roba da chiodi). Quei “professori curricolari” che “hanno avuto modo di toccare con mano e saggiare” gli scritti “pleonastici” non hanno avuto modo “nei cinque anni trascorsi” di toccare con mano e saggiare anche gli orali? E allora perché l’esame scritto è “ingiusto e infruttuoso” mentre il “fruttuoso orale” risulta “indispensabile”? La petizione ha il solo merito di una perfetta adesione tra contenuto e forma: tra la logica balorda che la ispira e la scrittura sgangherata che la esprime. Non ci poteva essere documento migliore per dimostrare l’assoluta necessità degli esami scritti.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“Con i gerundi in caduta libera “penalizzandoci” e “distruggendo” arriva anche lo scempio sintattico.”
Da SULLA RICHIESTA DEGLI STUDENTI DI ABOLIRE LO SCRITTO DI MATURITÀ – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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