Ha destato scalpore l’immagine del presidente della Camera Fico che durante le tragiche note dell’inno di Mameli, cadute sulla cerimonia di commemorazione della strage di Capaci, se ne stava con le mani in tasca e quella faccia un po’ così mentre i militari tagliavano l’aria con l’attenti e i politici cercavano il cuore con il palmo. “Preferisco una mano in tasca per qualche secondo alla mano sul cuore di chi poi tradisce lo Stato”, replicherà poi. Fin qua nulla di male, anzi, se non ci fosse di mezzo quel grand’uomo di Falcone sarebbe perfino curioso prender vacanza da tutte le balle nazionalistiche e i protocolli. Ma Fico ci ha già propinato il kitsch cosmico della foto che lo ritrae sul bus come un cittadino comune mortale mentre se ne va umilmente a lavoro. È pertanto un consapevole produttore di immagini pubbliche paracule. Insomma la rivoluzione politica, e lo sappiamo da tempo, è cinetica e prossemica, ovvero teatro quindi forma e linguaggio. Obama e sua moglie Michelle hanno appena chiuso un contratto con Netflix, per essere posteriormente e più pervasivamente presidenziali. Come andrà a finire quindi? Il fichissimo e intimo understatement sboccerà in stoica efficienza? Ma certo! Lo aspettiamo con ansia alle cerimonie nei mesi di germinale, fiorile, pratile e messidoro. Per il termidoro si vedrà.
Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)
https://youtu.be/0se6MnGjXnU
se ne stava con le mani in tasca e quella faccia un po’ così mentre i militari tagliavano l’aria con l’attenti e i politici cercavano il cuore con il palmo (da NUDO CON LE MANI IN TASCA, editoriale di Luca Foschi)



