Tutto e il contrario di tutto. Così è la Bibbia. Forse perché così è il nostro cuore?
Ninive, “il nemico” di Israele, peggio di ogni Iran e di ogni Hezbollah, distrutta, e non dagli ebrei, così è cantata nel libro di Naum, con una descrizione da far invidia a ogni reporter di guerra:
«Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne,
colma di rapine,
che non cessa di depredare!
Sibilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri,
cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s’inciampa nei cadaveri». (Naum 3,1-3)
Eppure, nel libro di Giona, Ninive diventa il modello di quel “cambiamento” di cui il profeta, e il popolo di Israele che egli rappresenta, si dimostra incapace. Il finale del libro di Giona è di una ironia allo stesso tempo leggera e spietata. Non ancora convinto che il suo Dio abbia davvero creduto al “cambiamento” di Ninive, il profeta Giona «uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino.
Ma il giorno dopo, allo spuntare dell’alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa si seccò. Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?». Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!». Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! E io non dovrei avere pietà di Ninive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?». (Giona 4,5-11)
E a me sembra, Signore,
che nel nostro cuore c’è tutto,
ma non ancora il contrario di tutto.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



