Chiusa una delle migliori edizioni dell’ultimo decennio, ecco i nostri premi della Mostra del Cinema di Venezia, senza tenere conto delle varie sezioni, concorso o fuori, film o serie. Intanto sono usciti lo spassoso “Bettlejuice Beetlejuice” di Tim Burton, che vi consigliamo, e il deludente “Campo di battaglia” di Gianni Amelio, che comincia bene ma non decolla mai.
Leone d’Oro
Disclaimer di Alfonso Cuàron
Una serie in 7 episodi diretta magnificamente da uno dei migliori registi viventi, incentrata sull’argomento più attuale in questi giorni: lo sputtanamento mediatico che, a forza di chat, mail e social, rovina la professione pubblica e distrugge gli affetti privati. Al posto di Sangiuliano c’è però Cate Blanchett, perseguitata non dalla Boccia ma da Kevin Kline per una brutta faccenda accaduta nel passato. Nessuno ha mai girato così bene una scena di affogamento in mare. (dall’11 ottobre su AppleTv+).
Leone d’Argento
The brutalist di Brady Corbet
Concordiamo con la giuria: quattro ore per cinefili buongustai sulla storia di un architetto ebreo (chissà perché si chiama come lo squilibrato che danneggiò la Pietà di Michelangelo) che, su commissione di un miliardario americano, progetta un capolavoro brutalista da erigere su una collina. Il rapporto tra arte e potere confezionato con tecnica sopraffina, mimando il vecchio cinema con pellicola, compresi i segni in alto a destra per i cambi di rullo e un intervallo di 15 minuti.
Gran Premio Speciale
Tre amiche di Emmanuel Mouret
Girotondo sul nostro disordine sentimentale, insieme leggero e profondo, orchestrato con affettuosa ironia seguendo le vicende di tre amiche insegnanti alle prese con l’amore che viene e che va, rimorsi e desideri, la trasgressione del tradimento e la forza del sacrificio. Raccontato dalla voce fuori campo di un maschio che ci ha rimesso le penne. Senza pretese intellettualistiche, nella sua semplicità ha il sapore autentico della vita.
Premio Migliore Sceneggiatura
La scommessa di Giovanni Dota
Due sfigati infermieri durante il turno di notte all’ospedale scommettono (i soldi e le ferie natalizie) sulla sopravvivenza di un poveraccio in coma: arriverà vivo alla mattina? Già l’idea è fulminante, al resto ci pensano il meccanismo perfetto della sceneggiatura di Giulia Magda Martinez, Matteo Visconti e Giovanni Dota, e la recitazione straordinaria di Carlo Buccirosso e Lino Musella. Una black comedy anomala nel panorama desolante del nostro cinema. (in sala da giovedì 12)
Coppe Volpi per i Migliori Attori
Jude Law, implacabile agente dell’FBI, in “The order” di Justin Kurzel, contro i fondamentalisti rapinatori e assassini, un solido thriller d’azione nella tradizione americana degli anni d’oro, schierato in funzione anti Trump. Fernanda Torres per il brasiliano “Sono ancora qui” di Walter Salles, dove interpreta la moglie di un politico arrestato dalla dittatura degli anni Settanta e desaparecido, con forza espressiva notevolissima.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)
“Disclaimer di Alfonso Cuàron – Una serie in 7 episodi diretta magnificamente da uno dei migliori registi viventi, incentrata sull’argomento più attuale in questi giorni: lo sputtanamento mediatico che, a forza di chat, mail e social, rovina la professione pubblica e distrugge gli affetti privati. Al posto di Sangiuliano c’è però Cate Blanchett, perseguitata non dalla Boccia ma da Kevin Kline per una brutta faccenda accaduta nel passato. Nessuno ha mai girato così bene una scena di affogamento in mare. (dall’11 ottobre su AppleTv+).” Da I NOSTRI LEONI – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)



