Guardando le mie figlie, alle volte mi domando: sto interpretando il ruolo di madre al meglio delle mie possibilità?
Non sarò perfetta, ma credo che se in casa entrasse un malintenzionato, mi comporterei meglio del buffo marsupiale quokka che, per sviare l’attenzione dei dingo, praticamente lancia il suo cucciolo in pasto al predatore. E sarei, a mani basse, anche meglio della mamma scincide, simpatico rettile che, sempre nel caso di un attacco predatorio, piuttosto che cedere le sue uova, se le mangia.
Uno a zero per me.
Se ripenso con nostalgia a quando le mie bimbe gattonavano, ricordo che aspettavo, senza pressioni, di assistere emozionata al loro primo passo. Sono stata sicuramente molto più paziente di mamma giraffa che dopo aver partorito, facendo cadere il piccolo da un’altezza di circa 2,5 metri, lo prende amabilmente a calci fino a quando si alza.
Due a zero per me.
Ho due figlie e ho curato entrambe allo stesso modo, salomonica predisposizione non presente nelle cicogne che, stabilito quale dei suoi nidiacei è il più debole, lo butta giù dal nido come in una zoologica rupe Tarpea.
Tre a zero per me.
E se da piccole litigavano, cercavo di intervenire, ristabilendo la tranquillità tra le due. Visione pacifista, non condivisa dalle aquile che assistono impassibili ai litigi tra nidiacei, fino a quando uno dei due prevale e uccide l’Abele della situazione.
Quattro a zero per me.
Per quanto riguarda il confronto con le mamme delle foche della Groenlandia, fino a 12 giorni di vita dei cuccioli, ce la giochiamo abbastanza sul filo di lana. Ottime madri, molto attente e scrupolose, niente da dire. Ma allo scattare dei 12 giorni, i cuccioli vengono abbandonati e visto che non sanno ancora nuotare e sanno ancor meno procurarsi il cibo, passano fino a quando non raggiungono una certa indipendenza, i peggiori giorni della loro vita. Piccoli Oliver Twist polari, un terzo non arriva a spegnere la prima candelina.
Cinque a zero per me.
Per le mie ragazze darei la mia vita e sicuramente parte del mio sangue. Al contrario, la formica vampiro, già il nome non promette nulla di buono, pasteggia succhiando con gusto l’emolinfa delle sue larve. Prosit mammina!
Sei a zero. Game, set, match!
Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)
“Sto interpretando il ruolo di madre al meglio delle mie possibilità?”
Da LA MAMMA MIGLIORE DEL MONDO – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)



