ANATOMIA DI UN DISTACCO


Editoriale del 7 novembre 2024

Mi sono comprato un paio di occhiali nuovi ma non li indosso, chi me li ha venduti mi ha detto che son più figo se li tengo in mano o sul capo. Poco male, non ne ho bisogno: ho l’impressione di aver già visto tutto e di essere stato dappertutto, il mondo comincia a stufarmi. E poi, se decidessi di partire, dove andrei? Esistono luoghi senza guerre, genocidi, dittatori, prepotenti, fanatici, disastri epocali?

Dormivo male, troppi incubi. Maria Jesus, mia moglie, mi ha detto:

“Tony, compriamoci questo nuovo materasso pensato per astronauti inquieti”.

Le ho dato retta. Non solo non sono più afflitto da microrisvegli ma non mi accorgo di niente, proprio di niente. Semplicemente mi trasferisco su Venere.

Visto da Venere, dove ora passo le notti in cerca d’amore, il pianeta Terra è solo un tenue puntino luminoso, brillante come una stella della sera. Secondo mia moglie, che ogni mattina fatica a svegliarmi, nelle ultime notti mi sono perso i ladri che hanno svaligiato la casa, tempeste di lampi e di tuoni, scosse di terremoto e persino il vicino che sterminava la famiglia col fucile. Il miglior riposo di sempre.

Ora è da un bel po’ che la sento chiamarmi disperata dalla Terra.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“Visto da Venere, dove ora passo le notti in cerca d’amore, il pianeta Terra è solo un tenue puntino luminoso, brillante come una stella della sera.” Da ANATOMIA DI UN DISTACCO – Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

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