I cosiddetti “casi estremi” possono essere utili per capire i “casi qualunque”. La megalomania di certi personaggi ci sembra tanto più folle quanto più trova successo di applausi. Ma nel grande e nel piccolo, passare in qualche modo alla storia, lasciare una traccia di sé, può sembrare l’unica possibilità di senso. Qualcuno per questo si prepara in anticipo luogo ed epitaffio di tomba, prenotandosi di diritto a confermare il verso del poeta: «A egregie cose il forte animo accendono l’urne dei forti, o Pindemonte». Eppure, quei “sassi a distinguere” non avrebbero senso se senso non avessero le «infinite ossa che in terra e in mar semina morte». Se gli ultimi non hanno senso, non hanno senso i primi. Solo i «plebei tumuli», solo le «ortiche di deserta gleba» ove nessuna donna innamorata prega, solo le onde indifferenti a seppellire in un mare senza lapidi possono dare senso o non senso ai monumenti di chi si sogna passare alla storia. E sarà meglio, con e contro le parole del poeta, che gli uni e gli altri, senza differenze e privilegi, si vedano «ricovrarsi sotto le grandi ale del perdono d’Iddio».
È vero, Signore, come Paolo siamo ai tuoi occhi
last, but not least:
siamo diventati spazzatura del mondo (1Cor 4,13)
e spazzatura consideriamo grandezze di grandi (Fil 3,8),
per non perdere il segreto che conta:
«dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fiori».
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“Siamo diventati spazzatura del mondo (1Cor 4,13)
e spazzatura consideriamo grandezze di grandi (Fil 3,8),
per non perdere il segreto che conta:
«dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fiori».”
Da Salmo 489 LAST BUT NOT LEAST – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



