L'insalata di Putin secondo Valdes – di ANTONANGELO LIORI


Editoriale (bis) del 4 maggio 2025

Pranzai con Putin (ebbene sì, lo confesso senza provare rimorso né vergogna: è persona

ospitale e anche piacevole) a Mosca quando ne era sindaco in un ristorante tutto tappezzato di

velluto rosso accanto al Bolscioi dove vedemmo i balletti russi assieme a un altro personaggio, il

principe dei drusi Vladimir Jumblatt, che conobbi tempo prima nel suo castello sui monti del

Libano.

Mangiammo piccione farcito (niente di eccezionale) e “insalata italiana”, che a lui piaceva molto.

La famosa insalata italiana era quella che noi in Italia chiamiamo insalata russa.

Albo la preparò in modo sublime con ben pochi ingredienti:

Patate, Pisellini, Carote, Cetriolini sottaceto e uova sode. Condì con olio evo, sale fino e Pepe

nero

Colore: bianca, rossa e verde.

“E’ proprio italiana”, disse: “ha i colori della bandiera: bianca, rossa e verde”.

Che c’entra con la Russia.

“Aggiungi due uova”, gli dissi: “il giallo la renderà più internazionale. E la divorai”.

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