Mentre ascolto il rondò finale della sinfonia numero 5 di Mahler mi pare di individuare la musicalità ormai perduta della strofa saffica. Nella metrica eolica greca per strofa saffica si intende una strofa composta da tre endecasillabi saffici e da un adonio.
L’endecasillabo saffico è, come noto ai più, una formazione analoga al falecio. Falecio era un militare poeta che inventò uno schema, riprendendo appunto Saffo, il formato: un primo piede bisillabico libero (base eolica, caratterizzata da due sillabe ancipiti), seguite da un dàttilo, seguito a sua volta da tre trochèi, piedi formati da una sillaba lunga e una breve (l’ultimo può anche essere uno spondèo, formato da due sillabe lunghe).
Ma tralasciamo il poco interessante endecasillabo e concentriamoci sull’adonio. L’adonio è un verso della metrica classica greca composto di un dattilo e di uno spondeo: una dipodia dattilica catalettica in disyllabam in quanto la sillaba finale è anceps e l’ultimo piede può esse inteso come un dattilo catalettico. Era una cadenza veloce composta da solo cinque sillabe.
Diciamo che se i tre endecasillabi sono l’atto sessuale, l’adonio è più una fellatio che un cunnilingus.
Nel rondò finale, Mahler alterna la struggente passione dell’atto in sé con la trasgressione amorosa più generosa.
Così mi sono recitato fra me e me la strofe Saffica – utilizzando come ritornello l’adonio, verso in onore di Adone, conteso da Persefone e Afrodite – dal titolo “la cosa più bella”.
Ο]ἰ μὲν ἰππήων στρότον, οἰ δὲ πέσδων,
οἰ δὲ νάων φαῖσ’ ἐπ[ὶ] γᾶν μέλαι[ν]αν
ἔ]μμεναι κάλλιστον, ἔγω δὲ κῆν’ ὄτ-
τω τις ἔραται.
Che più o meno si traduce così:
“Alcuni dicono che la cosa più bella
Sia un esercito di cavalieri schierato in armi
altri di fanti, altri di navi pronte nel porto
io dico: ciò che si ama”
Magnifica. Tre versi per l’imponente atto sessuale.
Uno brevissimo per la generosità del piacere.
A proposito: Catullo utilizzò il falecio, era di Saffo ben più volgare.
Recito e rirecito mentre ascoltò il generoso rondò.
Saffo, Saffo, perché sono nato ora e non ai tempi tuoi? Sarei venuto a rapirti con le agili navi shardana e sarei stato per sempre felice sentendoti cantare mentre suonavi la cetra sulla terrazza merlata di “nuraghe arrubiu”.
“Mentre ascolto il rondò finale della sinfonia numero 5 di Mahler mi pare di individuare la musicalità ormai perduta della strofa saffica.” Da LE STROFE DEL MIO CUORE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)



