Mentre con la forchetta amalgamava le acciughe nell’olio d’oliva, Albo fischiettava la cavatina cocuzzel di Antonio Salieri.
“Secondo te – mi domandò – per quale motivo per Omero Dio e immortale erano sinonimi?”
“Perché Dio è immortale”; gli risposi improvvidamente.
“Mi pare una risposta banale”, mi fece: “Infatti ci sono alcuni batteri assolutamente immortali che non sono certamente Dio. E quindi Dio è immortale ma non tutto ciò che è immortale è Dio”.
“Allo stesso modo – gli ribadii – non tutte le acciughe vengono dal mar Cantabrico ma ciò non esclude che nel mar Cantabrico le acciughe siano migliori che altrove”.
“Mica ho capito”, disse lui.
“Ti spiego: che Dio sia immortale non c’è dubbio alcuno ma noi non sappiano se Dio si nasconda anche nei batteri immortali”.
“Queste acciughe però non sono del mar cantabrico”
“Così come quest’olio non è certamente del Sinis”.
Scolò la pasta e condì.
“Un goccio di peperoncino però non guasterebbe”, affermai.
“Hai ragione amico mio: il piccante tutto occulta”.


