Erano almeno vent’anni che Dario, un mio vecchio compagno di scuola, prometteva di portarmi in campagna a mangiare un arrosto come si deve. Sosteneva di conoscere i pastori giusti, quelli che danno le ghiande ai maiali e sanno usare il fuoco, lo spiedo e il coltello. Non ho mai capito perché ci tenesse tanto, ci incontravamo sempre per caso e di sfuggita, in direzione opposta sulle scale mobili di un grande magazzino o alla stazione mentre lui scendeva dal treno e io salivo. Ogni volta rinnovava l’invito: pastori e maiali erano in splendida forma, i coltelli e gli spiedi affilati, il fuoco solo da accendere. Ma alla fine non se ne faceva mai niente, di quell’arrosto restava solo l’annuncio.
Qualche giorno fa Dario è morto. Peccato, un po’ su quell’arrosto ci contavo.
P.S. Maria Jesus, mia moglie: “Quando ti ho incontrato non eri così. Senza cuore, cinico e insensibile, stronzo in una parola”.
Marco Schintu – Ufficio pesi e misure di Aristan
“Erano almeno vent’anni che Dario, un mio vecchio compagno di scuola, prometteva di portarmi in campagna a mangiare un arrosto come si deve.” Da CRONACA DI UN ARROSTO ANNUNCIATO- Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)



