E LA CHIAMANO ESTATE


Editoriale dell'8 luglio 2025

Stiamo davvero vivendo il peggior momento della storia dal dopoguerra a oggi? Oppure il mondo ha sempre fatto schifo così, ma noi ci facevamo meno caso perché eravamo più giovani? Non si tratta della politica italiana, di cui siamo allegramente abituati a sentir parlar male da quando siamo nati: dal presidente Leone e il ministro Andreotti a Craxi e Berlusconi, da Lega e Cinque Stelle fino alla Meloni, nessuno è stato applaudito dall’opinione comune, e ce ne siamo fatti una ragione tanto che se un giorno dovessimo avvertire un consenso entusiasta per il governo in carica, temeremmo di essere incappati in una dittatura. Il male è rappresentato dall’invasione russa dell’Ucraina, dalla guerra infinita tra Israele e palestinesi, da Trump, Putin e Netanyahu, dal cambiamento climatico con una strage di 50 bambini in Texas ed effetti devastanti anche nel clima delle nostre città. Ma non sarà che tragedie simili hanno devastato anche i decenni precedenti, caratterizzati da leader non meno pericolosi, però noi eravamo più distratti? Oggi siamo preoccupati e avviliti perché il nostro stato d’animo è influenzato dalle notizie orribili e dai volti truci della scena mondiale, forse ieri soltanto le vicende quotidiane che ci riguardavano in prima persona avevano il potere di determinare il nostro umore. L’estate rappresentava le vacanze, la festa dei bagni e dei gelati, degli amori e dei concerti, delle gite e del mare. Nixon, Bush, Breznev, Arafat e Khomeini erano rumori di fondo tra gli spaghetti alle vongole e la discoteca. Speriamo che la contemporaneità non sia finita davvero nel buco più nero della storia. Speriamo tanto di essere invecchiati noi, ormai incapaci di vivere spensierati, se questa estate siamo così pensierati.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“L’estate rappresentava le vacanze, la festa dei bagni e dei gelati, degli amori e dei concerti, delle gite e del mare. Nixon, Bush, Breznev, Arafat e Khomeini erano rumori di fondo tra gli spaghetti alle vongole e la discoteca.” Da E LA CHIAMANO ESTATE – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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