Da diversi anni molti costumi da bagno femminili mostrano il sedere nudo coprendo però, rigorosamente, l’osso sacro con un triangolo di tessuto che si dissolve in una strisciolina perduta tra le natiche.
Ho sempre pensato si trattasse della semplice ostensione di glutei da parte di giovani donne compiaciute delle loro fattezze, ma questa moda ha via via conquistato donne sempre meno giovani e sederi sempre meno regolari.
L’altra mattina ho chiesto alla stilista-mistica Yanual Ama che nella veranda di un bar sulla spiaggia di Torre Grande stava consumando con me una enorme banana-split (ho conosciuto Yanual nel 2022 a Oristano, durante il Terzo Raduno Mondiale degli Zorro) se secondo lei questo tipo di costumi poteva avere un senso che andasse oltre la semplice dimensione edonistica.
Di seguito, virgolettata, ecco la sintesi della sua risposta.
«Questa che tu con leggerezza definisci ‘moda’ è un’inconscia liturgia che rende onore a una zona del corpo ritenuta a lungo sede dell’anima. Alcune antiche tradizioni infatti sostenevano che l’’os sacrum’ fosse il primo osso del corpo a formarsi e l’ultimo a decomporsi. In alcuni testi ebraici e nelle fonti cabalistiche si dice che la resurrezione abbia inizio proprio dall’osso sacro. L’identità non è nella carne ma in una memoria più profonda, ossea, pre-razionale; in ciò che non si corrompe. Se lui, l’osso sacro, potesse parlare ti direbbe: “Tu non sei la tua superficie, ma ciò che rimane quando tutto il resto è sparito. Il corpo è un tempio, e io sono la sua pietra angolare”».
Ho ascoltato ogni parola in silenzio. Anche quelle dell’osso sacro.
Ciò che mi era apparso come un guizzante, allegro esibizionismo da spiaggia da quel momento si è trasformato in una indecifrabile cerimonia sacra.
Ero pensoso.
Quasi cupo.
A mala pena ho terminato il gelato.
Filippo Martinez (Bagnante)
“Da diversi anni molti costumi da bagno femminili mostrano il sedere nudo” Da LA SACRALITÀ DELL’OSSO – Editoriale di Filippo Martinez (Bagnante)



