Di Antonangelo Liori
Capitolo 3 – Sono seduto all’ombra di un grande pero
È una bella serata anche se un po’ calda.
Questo agosto è stato mite.
Bevo un boccale di birra nella taverna del padre di Sisera., che ha costruito la città di Aroset Goim in Israele, dove ha trovato la morte per mano di Giaele, che gli conficcò nel capo il picchetto della tenda mentre dormiva.
Ignoro come possa essere tranquillo nonostante un lutto così grande.
Glielo chiedo in modo rispettoso.
“Perché figli ne ho altri 8”, mi dice: “E ognuno ha il suo destino. C’è chi è in Egitto e chi in Libia, chi in Bulgaria e chi in Israele. E i figli sono come i frutti di questo pero che ti offre l’ombra. Ad ogni generazione vengono colti e la prossima generazione ne produce altri: una generazione va e una viene. È il ciclo naturale della vita”.
La birra è meno amara dell’esistenza.
E la sorseggio piano.
Il vecchio parla con un altro figlio. Gli chiede di andare a Osa per prenotare le sementi di orzo. “Occorre seminare in anticipo quest’anno: non capisco bene se la stagione sarà propizia e anche i sacri sacerdoti non danno chiari aruspici”, gli dice: “Ma noi dobbiamo comunque fare la birra”.
Poi mi porta una fetta di melone.
Che con la birra bene s’accoppia.
Sollevo gli occhi verso le fronde: le pere non sono ancora mature. Saranno buone a settembre ma non credo che ne mangerò.
Una generazione va e una viene.
Rivolgo gli occhi verso questo gentile lago di acqua dolce che arriva dal Montiferru.
L’acqua benedice gli orti.
Ora andrò a Monte Prama per pregare nel tempio degli dei immortali.
Cammino sotto il sole di questo meraviglioso agosto.
Non so come sarà l’autunno.
Una generazione va e una viene.
La madre di Sisera pianse 101 volte quando seppe che suo figlio non sarebbe tornato a casa.
Gli ebrei suonarono 100 squilli sullo shofar, il corno di montone, a Rosh Hashanah , il capodanno ebraico.
Il loro Talmud definisce il suono teruah dello shofar come simile al singhiozzo della madre di Sisera.
Ci sono101 lettere nel racconto della madre di Sisera sul Libro dei Giudici. Soffiando solo 100 volte, gli ebrei contrastano tutti i lamenti tranne uno.
La madre di Sisera ha diritto alla sua ultima lacrima.



