MA CHI ERA QUESTO JAMES DEAN


Editoriale del 21 settembre 2025

Quando a mio babbo il casting director di Mario Monicelli propose una particina nel film “Proibito”,  lui, che non aveva mai visto un film in vita sua, domandò candidamente “perché?”.

Svernava in quel di Aggius, e aveva 18 anni. Era un tiepido inverno del 1954 e lui indossava un abito in velluto color oliva.

“Perché sei il sosia di James Dean”, gli rispose il continentale.

Ma babbo ignorava il termine sosia e soprattutto non sapeva chi fosse questo James Dean, che in quegli anni era all’apice della gloria.

Quindi girò di spalle e tornò alle sue faccende campestri.

Aveva però un’ottima memoria.

E questo termine assieme a quel nome gli restarono in testa.

Col tempo capì.

E andò a vedere tutti i film di James Dean senza perdersene uno quando li ridavano in tv.

Faceva finta di niente, prendeva in mano il telecomando e scorreva i programmi.

Poi si fermava immancabilmente lì: Gioventù bruciata, La valle dell’Eden, Il gigante.

Li conosceva a memoria battuta per battuta.

E a casa si ripeteva sempre lo stesso rituale.

“James Dean”, diceva: “James Dean. Ed è anche bassottino: se gli andava bene mi arrivava alla spalla”.

Mamma annuiva: “bassottino”, mentre sferruzzava con l’uncinetto per realizzare orli alle lenzuola e onnipresenti centrini.

“Ma poi, muscoli?  Non ha muscoli: è fragile come un rametto di perastro”

“Non è muscoloso, no”, ripeteva mamma continuando a sferruzzare”.

Poi si girava a noi, che facevamo i compiti.

“Vi sembra che lui possa essere il mio sosia?”, ci chiedeva.

Lui il sosia di babbo?

Sapevamo sempre che risposta dare. “Ma quando mai”.

“Questo James Dean non mi somiglia manco poco poco”, commentava.

“Manco poco poco”, ripeteva mamma sorniona.

“Meglio mangiare un pezzo d’anguria”, diceva babbo andando verso il frigo: “Che ne dite? Ci mangiamo una bella anguria fresca?”

E mamma, trattenendo il riso: “Sì, una buona idea” mentre attendeva la battuta finale di babbo.

“Si sarebbe voluto questo James Dean come me. Pagu bene”.

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

“andò a vedere tutti i film di James Dean senza perdersene uno quando li ridavano in tv.” Da MA CHI ERA QUESTO JAMES DEAN – Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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