DUE UOMINI IN BARCA


Editoriale del 2 ottobre 2025

In una giornata di settembre col mare piatto, all’alba sono andato a pesca con mio cognato Claudio, uno che sembra perfettamente normale se non fosse che è da quando aveva vent’anni che aspetta di andare in pensione. Per fare cosa? Per pescare? Sono rimasto per ore su quella barca aspettando che succedesse qualcosa. Non sapevamo più di cosa parlare, e dunque ci siamo messi a parlare dell’Apocalisse. Dovremo prepararci per l’Apocalisse, l’Apocalisse sta arrivando, l’Apocalisse ci troverà impreparati. Io lo ascoltavo bevendo da una lattina con una cannuccia.  

“Tony, per fortuna siamo tutti e due a fine carriera!”, ha detto mio cognato.

Abbiamo già visto tutto, intendeva dire. Triste espressione “a fine carriera”. Si usa per anziani cavalli, buoi che non hanno più la forza di tirare il carro, galline che hanno smesso di fare l’uovo e tori nel giorno in cui vengono catapultati in un’arena. A fine carriera, quando non servi più a niente e a nessuno, se sei un animale vieni ucciso, macellato e consumato. Marescialli, insegnanti e ragionieri invece, a fine carriera, aspettano.

 E dunque ho convenuto con lui che non ci rimane che aspettare. Aspettiamo l’Apocalisse, non ci manca molto.

Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)

“…e dunque alla fine ci siamo messi a parlare dell’Apocalisse, dovremo prepararci per l’Apocalisse, sappiamo bene che l’Apocalisse sta arrivando anche se nessuno ha il coraggio di dirlo.” Da DUE UOMINI IN BARCA- Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)

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