Il senso del rispetto di Albo Valdes – DI ANTONANGELO LIORI


Editoriale (bis) del 7 dicembre 2025

Albo rispettava ogni cosa. Anche i deliziosi raviolini di carne che stava preparando. Aveva cucinato il macinato su un delicatissimo soffritto di erbe fini e io assaggiai per capire come andasse di sale. Ma per evitare che  mangiassi tutta la ciccia, Albo ritirò la casseruola dicendomi se ricordassi l’ironia di Rousseau nel “Contratto sociale” quando dice:

“Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire questo è mio e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile.”

“Vagamente”, gli risposi: “invece non dimentico il paragrafo seguente quando afferma:

“quanti delitti, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti”.

Arricciò il naso e rimise in tavola la carne.

“Fra i tutti, però, ci sono anch’io”, commentò.

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA