Viviamo in un tempo nel quale l’Umanesimo è stato quasi completamente sostituito da un feroce “Profittesimo”, e tutto accade come se questa allucinata involuzione fosse una normale evoluzione. Le voci del dissenso sono sempre meno, sempre più flebili, sempre più inascoltate.
Nel 2017 l’Unione Europea mostrava un atteggiamento di spocchiosa insofferenza verso la situazione economica di Grecia, Italia e Spagna, tre nazioni che hanno giocato un ruolo fondamentale nella cultura mondiale. Oggi invece, per una sorta di legge del contrappasso, sono gli Stati Uniti a manifestare la stessa irritante spocchia verso l’Europa, con il presidente Donald Trump che parla in nome dei diritti «conferiti da Dio ai cittadini americani» (Gli ho telefonato e Lui ha smentito: è una balla di Trump).
Sempre nel 2017 scrissi per i Nemesis, la band mental-rock di Aristan, ‘Il tempo dei topi di fogna’, un brano che vi ripropongo perché, purtroppo, è ancora di stringente attualità. Gli scenari odierni sono persino peggiori: nel testo non compare infatti alcun riferimento alla delirante corsa mondiale agli armamenti che stiamo vivendo.
Sotto questo editoriale trovate anche il video, si tratta di un brano per voci, basso elettrico e grancassa. Gli slow-rappers siamo io e Giulio Giorello, filosofo intelligentissimo e spiritoso cofondatore della nostra università morto nel 2020; le voci sono della bravissima Mariarosa Romanello con Marcella e Paola Sechi; alla grancassa Andrea Franceschi e infine al basso elettrico Antonio Farris, il grande artista scomparso pochi mesi fa che è anche l’autore della musica.
Il tempo dei topi di fogna.
Questo è il tempo dei topi di fogna, della politica con la rogna.
Leaders corrotti, furbi e giulivi, soltanto chiacchere e distintivi.
Banchieri avidi, veri strozzini, speculatori, biechi assassini.
C’è chi si uccide per la follia di questa falsa democrazia.
E c’è chi ingrassa su leucemie, lucra su cancri e mioplasie.
Mostri in grisaglia contro natura, veri carnefici della cultura.
Ehi voi, gran managers con l’alitosi, giù quella cresta da sussiegosi!
Venite qui! Forza… Coraggio! sporchi profeti del signoraggio.
Sta per finire la vostra spocchia: tutti per terra! Sulle ginocchia.
Sì, genuflessi, la testa china e gargarismi con varechina.
Ora pian piano, al mio cospetto direte “Grecia”, con gran rispetto.
Così va bene miei magna-magna. Ora più piano: Italia… Spagna.
Voi non sapete, facce da forca, chi sia Leonardo, chi Garcia Lorca.
Socrate, Goya, Dante e Platone, e Michelangelo, e il Partenone.
Saffo, Velàzquez, Omero… immenso per voi son suoni senza alcun senso
Le vostre vite grigie e meschine cercano solo cricche e manfrine.
Voi siete squallidi. Voi non capite. Non hanno luce le vostre vite.
Speculatori falsi e bugiardi, strisciate ancora! Sporchi bastardi.
Adesso in piedi! Sì, sull’attenti! E sorridete. Mostrate i denti.
A me le orecchie che ve lo dico: Sono il Destino. Vi maledico!
Filippo Martinez (Slow-rapper)


