PALLE DI NEVE


Editoriale del 16 gennaio 2026

ATTENZIONE – Per un errore di programmazione ieri abbiamo pubblicato l’editoriale di Monica Mazzotto al posto di quello di Marco Schintu che pubblichiamo oggi.

Col passare degli anni la mia vita sociale è diventata sempre più rarefatta. Così mi sono reso conto di avere da tempo creato, senza che nessuno me lo avesse chiesto, una bolla sociale. Al massimo a casa incontro quattro persone, sempre le stesse, incluse mia moglie e il gatto. Anche tutti i nostri amici, invecchiando, hanno creato da tempo la loro bolla, ci sentiamo spesso, siamo vicini seppur lontani. Non ci incontriamo spesso, le bolle non sono più resistenti di quelle di sapone, al primo contatto scoppiano. Non si sta poi così male, all’interno della mia bolla. Il tempo è sempre bello, c’è tanto sole, piove raramente. E dunque sogno la neve. Mi diletto con le palle di neve. Non smetto di guardare il filmato realizzato dei fratelli Lumière nel 1896 e da poco ricolorato, non c’è niente che mi procuri più gioia. Mi immedesimo nei partecipanti alla battaglia su una strada di Lione: per chi l’ha visto, una volta sono quel giovanotto che cerca di passare indenne pedalando veloce in bicicletta, un’altra l’anziano elegante professore in cappotto e cappello che si diverte come un matto.

Quelli del primo piano mi considerano un matto, il giorno che nevicherà veramente li distruggerò con grosse palle di neve.

Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan).

“Una volta sono quel giovanotto che cerca di passare indenne pedalando veloce in bicicletta, un’altra l’anziano elegante professore in cappotto e cappello che si diverte come un matto”. Da PALLE DI NEVE – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan).

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA