Argo è un bambino molto gentile.
Anche se non ama baci e abbracci.
“Non mi piace essere sbavato”, dice.
Saluta con la mano.
Però è molto ospitale.
Ama avere gente a pranzo e cena e ama offrire cibo.
Se gli chiedi quanti anni ha risponde che ne più di 3 ma meno di 4.
Da quando i genitori gli hanno fatto visitare il museo di Leonardo da Vinci a Milano ha deciso che non ha più tempo per giocare perché vuole diventare un genio.
“Argo Dellisanti Liori da Desulo”, dice.
E già immagina un museo dedicato a lui.
Si lamenta del fatto che tutto ciò che serve sia stato già inventato e non sono riuscito a spiegargli il teletrasporto.
Però, dice molto opportunamente, “se divento un genio invento cosa che ora non esistono ma dopo se non esisterebbero non si potrebbe vivere”.
Esisterebbero mi piace troppo.
E quando il babbo lo corregge provo un tonfo al cuore.
Mia figlia no.
Mia figlia ride.
Ama il fiore sardo, come me.
E il lardo di maiale.
“Anche chi ha inventato il lardo – ha commentato – era un genio. Chi l’ha inventato il lardo, mannoi?”
“Lardeddu”, gli ho risposto: “Ma non dirlo a nessuno perché è un genio molto timido e non vuole che si parli di lui”.
“Se tutti fossimo geni, mannoi, sarebbe meglio”.
“E invece?”
“E invece c’è solo Leonardo. E anche Lardeddu però”.
Vorrei abbracciarlo e baciarlo ma non come si fa con la bava sulle guance?”
“Se mi asciugo le labbra posso darti un bacio?”, gli domando.
“No mi risponde, meglio di no”
“Perché?”
“Non ho tempo per queste cose: devo diventare un genio”:
Non ci avevo mai pensato.
“Se avrebbero perso tempo non sarebbero stati geni”, commenta.
“Chi?”
“I geni”
Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)
“Da quando i genitori gli hanno fatto visitare il museo di Leonardo da Vinci a Milano ha deciso che non ha più tempo per giocare perché vuole diventare un genio.” Da LA FILOSOFIA DI ARGO – Di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)



