La prima volta che mi resi conto di non essere immortale risale all’autunno del 1998 quando, venti minuti dopo aver partecipato a una rissa in un negozio di computer a Oristano, ricevetti una telefonata durissima. Era mio padre. “Devi smetterla di comportarti come un ragazzino”, mi disse, poi aggiunse: “Hai cinquant’anni!”.
In realtà papà non era stato preciso: a quei tempi avevo solo quarantasette anni, ma effettivamente i cinquanta erano lì, a un passo.
Ci rimasi male.
Per non so quale associazione d’idee rividi me stesso assistere a una delle prime partite della nazionale italiana di calcio trasmesse in bianco e nero dalla televisione. Nella penombra della sala da pranzo c’erano tutti i maschi adulti della famiglia e del vicinato. Io stavo tra papà e zio Silverio, ero attento e compiaciuto.
Avevo cinque anni.
Durante il secondo tempo entrò mamma per dirmi che era arrivato nonno Antonio e attendeva in soggiorno per salutarmi.
La partita era ancora sullo zero a zero.
Corsi da nonno che, come ogni giorno, mi aveva portato le caramelle: “Quando non ci sarò più potrai guardare le partite tranquillamente”, disse sorridendo. Lo baciai e tornai correndo in sala da pranzo.
In mia assenza l’Italia aveva segnato.
Lì per lì ci rimasi male, ma fui risarcito abbondantemente. Tutti, infatti, fecero a gara per descrivermi il goal: non trascurarono alcun dettaglio. Parlavano come se non fossi un bambino di cinque anni. Per la prima volta mi trattavano da grande. Ero felice.
…
Da quel goal perduto era trascorso un attimo. Quarantadue anni (oggi ne sono trascorsi settanta).
Nonno non c’era più, e nemmeno il telecronista di quella partita, Niccolò Carosio. E zio Silverio.
…
Quell’attimo era tutto il mio tempo.
Più di quanto mi restasse da vivere, forse.
Ma forse no.
Filippo Martinez (Ex immortale)
“Per non so quale associazione d’idee rividi me stesso assistere a una delle prime partite della nazionale italiana di calcio trasmesse in bianco e nero dalla televisione.” Da LA PRIMA VOLTA – Editoriale di Filippo Martinez (Ex immortale)



