IL PARADOSSO DEGLI ABUSIVI DEL GABINETTO


Editoriale del 19 agosto 2026

Quando, a metà degli anni ‘60, gli Stati Uniti cominciarono finalmente a smantellare le leggi che consentivano la segregazione e la discriminazione razziale, per chi era abituato a perseguitare legalmente una minoranza i tempi si fecero difficili. Dev’essere stata dura, per alcuni. Ma per quei cittadini del Kansas afflitti dalla nostalgia dei bei tempi in cui era possibile vessare qualcuno con la coscienza tranquilla, finalmente è arrivata una buona notizia: è stata trovata una nuova minoranza. Le persone transgender. E la legge che le discrimina è il Senate Bill 244.

La nuova legge del Kansas, entrata in vigore nello scorso febbraio, parte con una premessa fondamentale: con la parola “genere” si deve intendere esclusivamente il sesso biologico registrato alla nascita. Chiarito questo punto, il SB 244 stabilisce che negli edifici statali e pubblici – comprese le scuole, gli ospedali, le università, le stazioni di polizia e dei vigili del fuoco – gli spazi privati ad uso multiplo (bagni, docce, spogliatoi, ecc.) possono essere usati esclusivamente da persone dello stesso sesso. Quello registrato alla nascita. E se un “clandestino” entra nello spazio destinato all’altro sesso, può essere citato in giudizio e gli si possono chiedere 1.000 dollari di risarcimento per violazione della privacy e danni vari. Una specie di taglia sugli abusivi del gabinetto.

Una legge così inutile e violenta era difficile da concepire. Inutile, perché non tutela niente e nessuno. Violenta, perché vorrebbe negare l’esistenza dei generi non binari e i loro diritti più elementari. E in più riesce persino a ritorcersi contro le donne, i cui diritti dichiara di voler difendere.

Faccio un esempio. La legge S.B. 244, riservando l’accesso ai bagni delle signore alle persone nate femmine, costringe l’insegnante di un liceo del Kansas, chiamiamola Mrs. Brown, a condividere il bagno con il collega trans, chiamiamolo Mr. Smith, che da molti anni ha una morfologia e un nome maschile ma che, essendo nato femmina, è obbligato a usare il bagno delle donne. Mrs. Brown si troverà così, ogni giorno, a condividere lo spazio più intimo dell’edificio con un uomo. Alla faccia dei diritti delle donne.

Naturalmente un’insegnante trans (nata uomo), chiamiamola Miss Ford, con un percorso di transizione che le ha dato una morfologia e un nome femminili, dovrà usare i bagni dei maschi, con tutto il disagio che questo comporta per la sua intimità e la sua sicurezza. Senza azzardarsi a usare la toilette delle signore per motivi di sicurezza: se mai lo facesse, potrebbe essere denunciata e costretta a pagare una multa salata.

La domanda è: perché mai una donna (Mrs. Brown), obbligata dalla legge a condividere il bagno con un uomo trans (Mr. Smith), dovrebbe denunciare come un abuso l’eventuale presenza di Miss Ford, donna trans, nel bagno delle signore? Quali danni può arrecare Miss Ford alla sensibilità di Mrs. Brown? Quali violazioni della sua privacy?

Ci sono leggi ingiuste, perché discriminano. Ci sono leggi stupide, perché producono effetti contrari a quelli dichiarati. E poi ci sono quelle come la SB 244 del Kansas, che riescono magistralmente a fare entrambe le cose.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“Ci sono leggi ingiuste, perché discriminano. Ci sono leggi stupide, perché producono effetti contrari a quelli dichiarati. E poi ci sono quelle come la SB 244 del Kansas, che riescono magistralmente a fare entrambe le cose.” Da IL PARADOSSO DEGLI ABUSIVI DEL GABINETTO – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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