AGOSTO MAGICO


Editoriale del 18 agosto 2026

3 agosto, ore 20,45.

Durante una cena al ristorante, un’amica dice che il fratello andrà ad abitare nel quartiere romano del Trullo. Allora mi viene in mente Gabriele Galloni, un bravissimo poeta, morto nel 2020 a 25 anni, che al Trullo ha vissuto e di quel luogo ha impregnato l’atmosfera di molti suoi testi. Così inizio a parlarle di lui e, proprio in quell’istante, alle 20,51, ricevo sul cellulare un messaggio della mamma di Galloni, Irma Bacci, che non sentivo da molto tempo (il messaggio precedente risale al maggio 2025 in occasione della presentazione di un libro): “Un abbraccio forte ed un pensiero affettuoso”. Stupito ed entusiasta per la coincidenza, il giorno successivo la chiamo per raccontarle la curiosa combinazione: lei mi risponde incredula che, in quel momento, aveva avuto semplicemente voglia di farmi un saluto.

17 agosto, ore 9

Prima di andare al mare, prendo dalla libreria il nuovo romanzo di Jon Fosse per leggerlo tra un bagno e l’altro. Ma nell’estrarlo, cade per terra un suo polveroso vicino di scaffale: “Il povero musicante” di Franz Grillparzer. Lo raccolgo e porto al mare anche lui, già che ci sono: è un libro di racconti comprato in terza liceo, di cui avevo letto solo quello che dà il titolo al volume. Al mare lo leggo per intero e rimango colpito non tanto dalla prosa di questo scrittore austriaco dell’Ottocento ma dalla traduzione e dallo studio introduttivo di Ervino Pocar, uno dei più grandi germanisti che abbiamo avuto (difficile che nella vostra libreria non abbiate un Kafka, un Thomas Mann, un Herman Hesse tradotto da lui). In meno di 30 pagine Pocar scrive un ritratto biografico, critico e storico di Grillparzer esemplare per sintesi, chiarezza e profondità. Così vado a cercare il suo nome su Google per avere altre informazioni sul suo lavoro e scopro che è morto a Milano nel 1981, proprio la mattina del 17 agosto. Esattamente 45 anni prima che il suo libro cadesse dal mio scaffale.

Parola di Gabriele d’Annunzio: “la nostra vita è un’opera magica, che sfugge al riflesso della ragione e tanto più è ricca quanto più se ne allontana”.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“la nostra vita è un’opera magica, che sfugge al riflesso della ragione e tanto più è ricca quanto più se ne allontana”. Da AGOSTO MAGICO – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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