«Le magnifiche sorti e progressive»: la tentazione viene di opporre l’irridente verso di Leopardi al titolo dell’enciclica «Magnifica humanitas» di Papa Leone XIV. A confronto, una terza citazione: «Verrebbe da dire che la storia umana è (anche) una storia di masochismo collettivo» («Farsi male», di Vittorio Lingiardi, Einaudi 2025, p. 164).
Leopardi pensa alle avversità della natura, Lingiardi alle assurdità della storia, il papa aggiunge che l’umanità è magnifica, ma aggiunge subito «in Gesù Cristo». Sembrano tre affermazioni distanti, se non contrarie, a parte le ovvie differenze dei tre contesti.
Eppure, a me sembra che quel «anche», aggiunto tra parentesi, possa rivelare un elemento in comune. Perché uno scienziato onesto ha sentito il bisogno di metterlo tra parentesi? Forse perché semplicemente tiene conto della molteplice “realtà reale”, al di là delle sentenze assolute e universali? Se il macromondo del dolore “imposto” è senza senso, c’è un micromondo dove il senso appare in attimi di dolore “condiviso”.
Anche per Leopardi, è proprio guardando in faccia l’assurda realtà «con verace saper», che «l’onesto e il retto / conversar cittadino, / e giustizia e pietade altra radice / avranno allor che non superbe fole».
Al confronto, la «magnifica humanitas» di Papa Leone, proprio per quella aggiunta «in Gesù Cristo», può smettere di apparire la solita formula da trionfalismo cattolico, per ricordare da che parte stava e sta il senso, se dalla parte dei crocifissori, dalla parte della paura di un potere religioso colluso con un potere imperiale, o dalla parte dei crocifissi, di un riconosciuto innocente capace in croce di parlare con un confesso colpevole, e per questo dialogo morendo infine tutti e due diversamente.
Anche Paolo, l’apostolo, ci ha messo del tempo a capire da che parte sta il senso. E dopo aver passato la prima parte della sua vita a dividere il mondo in due e ad arrestare quelli dell’altra parte, ecco come esorta quelli che prima arrestava:
«State sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino. […]
In conclusione, fratelli,
quello che è vero,
quello che è nobile,
quello che è giusto,
quello che è puro,
quello che è amabile,
quello che è onorato,
ciò che è virtù e ciò che merita lode,
questo sia oggetto dei vostri pensieri».
Parole senza confini di parte,
senza progetti elettorali di potere.
Sguardo capace, Signore, di vedere
dove è il senso di un mondo senza senso.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
«Le magnifiche sorti e progressive»: la tentazione viene di opporre l’irridente verso di Leopardi al titolo dell’enciclica «Magnifica humanitas» di Papa Leone XIV.” Da Salmo 572 APOCALISSE QUOTIDIANA: «ALTRA RADICE CHE NON SUPERBE FOLE». – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



