Ci sono nelle mie braccia due scritte.
Solve a destra.
Coagula a sinistra.
Trasformo la materia e non la perdo.
Non sento e non parlo.
Non scrivo e non leggo.
Uccido, però.
Uccido chi mi deride e chi mi offende.
E capisco che mi offendono e deridono da come mi guardano.
Così li ammazzo ad Aggius e in Gallura.
E anche in chiesa li ammazzo, nello stazzo Giunchizza, il giorno in cui si sposano.
Sono Sebastiano Tansu, e nacqui ad Aggius nell’ottobre di 200 anni fa.
I miei non capirono che non li sentivo.
Non piangevo e non ridevo.
E a chi provò a fare di me il suo zimbello mal gliene incorse.
Io uccido.
Non sbaglio colpo col fucile.
Il mio coltello è un’arma perfetta.
Hanno scritto libri su di me.
E fatto film
Fossi vivo ucciderei chiunque di me parli.
Perché io sono Baphomet.
Il diavolo.
Solve et coagula.
Lo so.
Ma non so leggere.



