Se, nel mondo delle idee, per definizione, l’esistenza di un “dio” è indipendente da chi ci crede e da chi non ci crede, a che cosa servono le dotte discussioni sul tema? Di sicuro, tanto a chi vota sì quanto a chi vota no, servono per aggredirsi in vari modi a vicenda. Non ricordo, poi, se chi ha parlato di tolleranza reciproca, ha mai usato l’argomento che tanto, se un “dio” esiste, appunto per definizione esiste certo da prima che si inventassero le votazioni a favore o contro.
Se poi si passa direttamente nel mondo della storia, chi vota no si sente in dovere di dimostrare che Gesù non è mai esistito. Trovandosi, tuttavia, nella situazione un po’ scomoda di dover inventare favole davvero complesse per negare favole tanto semplici da poter essere considerate reali secondo tutti i criteri della scienza storica attestanti invece che Gesù è il personaggio antico meglio attestato.
Il paradosso, poi, è che questo Nazareno ci credeva tanto nel suo Dio che chiamava Padre, da ritrovare una vita diversa dopo che era stato crocifisso proprio da chi pensava di crederci più di lui. Una “favola” semplice che favole “complesse” non riescono, infine, a cancellare.
In fondo, la differenza principale è che nel mondo della storia si parla un po’ più di amore che nel mondo delle idee.
Ecco il mistero,
sotto un cielo di ferro e di gesso
l’uomo riesce ad amare lo stesso
e ama davvero
senza nessuna certezza
che commozione, che tenerezza
(da Balla balla ballerino, Lucio Dalla)
Antonio Pinna (salmista ad Aristan)
“Ecco il mistero, sotto un cielo di ferro e di gesso l’uomo riesce ad amare lo stesso” Da Salmo 574 SOTTO UN CIELO DI FERRO E DI GESSO – Editoriale di Antonio Pinna (salmista ad Aristan)



