TATUAGGI


Editoriale del 25 aprile 2019

Ho sempre disprezzato l’esibizione di simboli religiosi, al collo o tatuati.
Ma nella vita si cambia.
Così, per celebrare la fine di una vita dissoluta, ho pensato di farmi affrescare su tutta la superficie della schiena
una grandiosa crocifissione.
Sconsigliato dal parroco, che mi ha fatto presente che così conciato verrei bruciato vivo su una spiaggia, ho quindi ripiegato su un più sobrio
“Ho fiducia nel Signore”, in maiuscoletto, da incidere dietro un orecchio.
Una volta arrivato dal tatuatore però, forse sotto l’effetto dell’alcol, è riemerso il peggio di me stesso e quella scritta è diventata “Ho fiducia
nella signora”, scolpita indelebilmente in parti indecenti.
In preda al rimorso sono corso a parlarne col parroco.
Ora esibisco anche una corona di spine, che impegna tutta la mia ampia fronte.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Una volta arrivato dal tatuatore però, forse sotto l’effetto dell’alcol, è riemerso il peggio di me stesso e quella scritta è diventata “Ho fiducia nella signora”, scolpita indelebilmente in parti indecenti.
(da TATUAGGI editoriale di Marco Schintu)

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