VOI SIETE IL SALE DELLA TERRA – Editoriale del 8 Luglio 2015


Chi vive in una città di mare lo conosce bene, il Sale. L’ha osservato con meraviglia raccogliersi in candide piramidi, l’ha sentito pungere l’olfatto, l’ha calpestato nelle bassure scrostate dei porti, l’ha toccato sui legni vischiosi di una barca. Simbolo di pace e di alleanza, tra il sacro e la magia, costruisce la storia dei popoli, è salvifico, dà sapore. E conserva. La sua virtù è un terribile paradosso: conserva bloccando qualsiasi crescita di vita, fiacca qualsiasi vigore, cristallizza il divenire. Nella Bibbia, colei che, anziché guardare al futuro, si voltò indietro, venne trasformata in statua di sale. Una roccia immobile senza avvenire, a custodire il nulla.
Nella natura come nella storia, non è mai uguale la forma del sale: da roccia si fa mare e poi di nuovo si raccoglie sulla terra e dopo ancora torna acqua in un ciclo straordinario e senza riposo, nel quale ci sentiamo inutili granelli. Ma anche noi, come lui emersi da profondità ignote, siamo sintesi di terra e acqua, siamo Sale, siamo pietre senza pace, nel ciclo infinito della vita e della morte.

Genny Pignataro Atzeni

(Rabdomante ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Vedo Nudo (1969) Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno – lo zucchero al posto del sale.

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