ADDIO ALLE ARMI


Editoriale del 23 settembre 2013

Non c’è il sangue sulle porte ma la ribellione dei tuoi piedi smaltati habibi, l’angelo della morte si gratta il capo e dal balcone zompa e vola a falciare questa selva di anime sole e grigie. Tornerà alla notizia della tua assenza. Lo farò entrare e quando il caffè turco nelle tazze mostrerà la feccia troveremo un accordo decente relativamente al modo, il tempo e i costi. Avrò memorie da mettere sul tavolo: le passeggiate in campagna con mio nonno e il voto in alto a destra sui quaderni, il primo bacio in settembre sulla spiaggia deserta e le mani forti e stanche di mia madre, tutte le volte che alla fine del libro piango per Robert Jordan e Maria, anche se è il trucco di uno spaccone. Quella volta che alla laurea il mio amico ubriaco parlò e disse di me quel poco che c’è da dire ma lo disse bene e da allora mi sento meno solo. Sì, gli dirò anche delle crudeltà e dell’indifferenza, quando per diventare grande ho calpestato le anime come gradini di una scala che non conduce a nulla. I bambini che imbracciano i fucili e perpetuano la guerra nella storia. Gli dirò che non sono un granché ma mi sono impegnato e ho viaggiato per capire. E se c’è ancora un po’ del tuo profumo intorno è possibile che chiuda un occhio e mi lasci a scrivere mentre anche lui se ne torna a fare il suo alato e noioso mestiere d’impiegato.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan war’s correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da No grazie, il caffè mi rende nervoso (1982) diretto da Lodovico Gasparini e interpretato da Lello Arena e Massimo Troisi

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