Aglio e voluttà per Albo Valdes – DI ANTONANGELO LIORI


Editoriale (bis) del 29 giugno 2025

Albo tritò una montagna d’aglio e mise a cuocere l’olio extravergine nel fornellino da campo. Quando l’olio fu bollente verso l’aglio con pomodori secchi e fece sfumare il tutto con abbondante aceto di vino.

“Che fai?”, gli domandai.

“L’agliata per il gattuccio”.

“C’è più aglio che gattuccio”, gli dissi.

“Nella vita è sempre così: c’è sempre più forma che sostanza, più condimento che materia prima, prima voluttà che amore”, rispose.

“Scusa se mi permetto – feci – ma sei mai stato innamorato?”

“Una volta capitò anche a me”, sussurrò con gli occhi sbarrati: “E feci ogni follia possibile per quella donna senza immaginare che lei amava la normalità e non la follia”

“E come andò a finire”, domandai:

“Si sposò con un ferroviere del quale non era affatto innamorata ma ci fece sei figli”,

“E tu?”

“Io ci rimasi come un cretino”.

Presi una crosta di pane e la cosparsi di agliata.

“È un po’ aspra”, commentai: “Stempera col gattuccio?”

“No”, sentenziò: “Stempera col frigorifero ma noi non abbiamo purtroppo il frigorifero”,

“E quindi?”

“E quindi la mangiamo aspra”,

Come la vita, sì, come la vita.

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