Mi parlava Argo dell’amore nel cui fuoco bruciava Eloisa per un raggelante Abelardo.
E poi mi scassò i cabassisi con la contesa che ebbe con Bernardo di Chiaravalle.
E del suo allievo migliore, Thomas Beckett, trucidato nella cattedrale di Canterbury.
E di come visse la sua evirazione.
Mi salvavo solo ingurgitando una enorme quantità di lardo portatami dai miei familiari a colloquio.
Albo schifato mi guardò.
“Guarda che ti fa male al cuore”, mi disse.
“Sì, ma preservo le palle”.


