Albo Valdes e il fritto misto dell’etica – DI ANTONANGELO LIORI


Editoriale (bis) del 10 agosto 2025

Il nostro fritto misto di mare non era granché: solo pesci surgelati, non potendo noi acquistare in prigione pesci freschi.

Albo Valdes però si arrangiava allo stesso modo.

“L’importante – mi diceva – è la semola. Ottanta per cento di semola grossa e venti di rimacinato. Qualcuno ci mette la farina ma sbaglia”.

“Come quelli che mischiano Sant’Agostino con Origene e San Tommaso con Guglielmo da Ockam”, risposi.

“Esattamente, amico mio: proprio così”. E spolverava i pesci di semola per metterli poi sull’olio bollente.

A me aveva assegnato l’obbligo di prenderli col mestolo forato una volta dorati e disporli sul piatto con bastante carta assorbente da cucina.

“Io sono un ockamiano, come ben sai”, mi diceva.

Ma io non rispondevo.

“Considero Tommaso troppo cerebrale”.

E io non rispondevo.

Poi si voltò e vide che sul piatto non c’era un solo pesce fritto mentre le mie gote erano gonfie di cibo.

“vabbè – mi disse – ma così non si fa”.

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