Gli atei in realtà non esistono.
Non credere in Dio non significa non averlo.
Infatti Dio esiste a prescindere dal fatto che ci si creda o meno.
Dio ama ogni essere vivente anche se qualche essere vivente non crede in lui.
Io non posso dire di credere in Dio perché non conosco Dio, ma credo nell’amore di Dio perché lo avverto. Se conoscessi Dio, Dio non esisterebbe essendo inconoscibile per definizione. Se l’uomo riuscisse a conoscere Dio sarebbe Dio a sua volta, ma non credo che l’Onnipotente gradisca i duplicati
Gli atei sostengono di non credere in Dio perché non lo vedono.
Infatti se lo vedessero che Dio sarebbe?
Sarebbe come dire che non credono nell’amore perché l’amore non si vede.
In realtà si ama anche se non vediamo la forma fisica dell’amore.
Uno ama l’altro considerandolo una parte di sé stesso: vede l’altro ma non l’amore che all’altro lo lega.
Non conosco Dio.
Lo ribadisco con infantile certezza.
Conosco però l’amore che a lui mi lega ma soprattutto l’amore che lui ha per me.
Non vedo l’amore che Dio ha per me così come non vedo l’amore di mia madre. Ma avverto l’amore di Dio così come vedo l’amore di mia mamma.
Quando mi innamorai di mia moglie non conoscevo mia moglie ma avvertivo l’amore per lei. Conobbi mia moglie dopo aver conosciuto l’amore che per lei provai il primo giorno in cui la vidi.
Di Dio so ciò che dicono i libri, a iniziare dalla Bibbia..
Ma so che esiste perché so che mi ama.
Sento la sua mano su di me ad ogni alba e ad ogni tramonto.
Se non mi amasse non sarei così felice di credere in lui.
Amo andare in chiesa quando non c’è nessuno.
Mi siedo su una panca e attendo d’essere pervaso da quella magia della non essenza che avvolge ogni cosa.
Mia madre ha con Dio un rapporto commerciale.
Tot preghiere in cambio di tot grazie.
La salute della mia famiglia? Tre rosari al giorno’.
La serenità per i miei figli e nipoti? Altri tre rosari.
La buona riuscita del pane? Un pateroster e due ave gloria.
Se alle preghiere corrisponde la grazia richiesta la prova di Dio si fortifica.
Io nulla chiedo e poco do.
Non sgrano rosari e non recito ave marie.
Però traduco il padre nostro e studio con maniacale attenzione il “Deus ti sarbet Maria” che ho appreso da bambino.
Leggo il vangelo e la Bibbia nell’edizione dei septuaginta e in quella di San Girolamo. Sono due versioni estremamente diverse.
Ma ciò non mi rafforza nella mia fede. Che invece supera ogni scrittura.
Ogni mia azione è a Dio rivolta.
Perché so che, benché Lui sia per me un perfetto sconosciuto, Lui conosce me come se stesso.
Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)
“Non conosco Dio. Lo ribadisco con infantile certezza. Conosco però l’amore che a lui mi lega ma soprattutto l’amore che lui ha per me.” Da L’ATEO NON ESISTE DI PER SÉ – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)



